Bayer ha annunciato di aver firmato un accordo da 2,9 miliardi di dollari per acquisire la società farmaceutica norvegese Algeta, specializzata nello sviluppo di radiofarmaci. Attraverso l’accordo, Bayer otterrà il 100% dei diritti di Xofigo (radium-223 chloride), un nuovo radiofarmaco per la terapia del tumore alla prostata. La somma offerta riconosce un premio del 37% rispetto all’ultimo valore di borsa di Algeta.

Radium-223 chloride è stato messo a punto da Algeta e poi sviluppato congiuntamente con Bayer. Il farmaco è stato approvato lo scorso maggio dall’Fda e ha ricevuto l’approvazione del Chmp dell’Ema a settembre.

Nel terzo trimestre del 2013 il farmaco ha registrato vendite per soli 17 milioni di dollari, ma ha tutte le potenzialità per diventare un blockbuster e superare il miliardo di dollari di vendite annue. Secondo le stime di Bayer il farmaco potrebbe raggiungere un fatturato annuo fino a 1,4 miliardi di dollari, se approvato anche per altre indicazioni.

Il prodotto emette particelle alfa ed è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma della prostata resistente alla castrazione, con metastasi ossee sintomatiche e senza metastasi viscerali note.

Algeta è una società norvegese fondata nel 1997 da un ricercatore dell'Università di Oslo e da un medico nucleare del Norwegian Radium Hospital, il più grande centro oncologico dell'Europa del nord. La ricerca della società si è fin dall’inizio focalizzata sulle particelle alfa o raggi alfa che sono una forma di radiazione corpuscolare altamente ionizzante e con un basso potere di penetrazione. Consistono di due protoni e due neutroni legati insieme dalla forza forte, si tratta quindi di nuclei 4He (elio). Ci sono circa 100 radionuclidi che decadono emettendo particelle alfa e la ricerca di Algeta si è focalizzata sul radio-223 e il  torio-227 considerate le fonti  di questo tipo di particelle più utili in medicina.

Bayer è già presente in questo settore con  Zevalin, ([90Y]-ibritumomab tiuxetano), che appartiene alla categoria di trattamenti antitumorali noti come radioimmunoterapia. Il farmaco combina la capacità di un anticorpo monoclonale anti-CD20 di colpire il tumore con la capacità della radiazione localizzata con ittrio-90 di distruggere il tumore.