Bayer, il gruppo tedesco della chimica e farmaceutica, ha firmato un accordo per acquistare Schiff Nutrition International, produttore americano di vitamine e integratori. L’operazione comporterà un esborso di 1,2 miliardi di dollari (circa 920 milioni di euro). Il portfolio di Schiff include diversi brand in tre delle maggiori aree di utilizzo di integratori, quali quella articolare (MoveFree), cardiovascolare (MegaRed) e immunitaria (Airbone).

Il prezzo pagato corrisponde a 34 dollari per azione, un prezzo che riconosce un premium price del 47% sull’ultima quotazione di borsa della società. Il prezzo pagato corrisponde a circa 3,1 volte il fatturato annuo dell’azienda, e quindi si colloca ai limiti superiori della forbice di 2-3 volte il fatturato che  è il multiplo che normalmente viene pagato per aziende che operano in questo settore, caratterizzato da margini inferiori a quello dei farmaci da prescrizione.

"Bayer prosegue il suo obiettivo di aumentare la crescita organica delle sue attività con delle acquisizioni strategiche complementari", ha commentato Marjin Dekkers, amministratore delegato di Bayer. La transazione dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno.
Lo scorso settembre il gruppo farmaceutico tedesco aveva acquisito l’unità americana di Teva per la salute degli animali per 145 milioni di dollari e successivamente aveva firmato un accordo da 425 milioni di dollari per l’acquisizione di AgraQuest, azienda impegnata nella produzione di batteri antifungini contro le malattie delle piante.

Bayer ha chiuso il terzo trimestre del 2012 con un utile netto di 528 milioni di euro, in calo del 18%. Questo dato, principalmente riconducibile a oneri straordinari per la pillola anticoncezionale Yaz/Jasmine (copertura dei rischi legali per 205 milioni perche' sospettata di fare aumentare il rischio di trombosi), ha colto negativamente di sorpresa gli analisti, che si attendevano un rialzo del 3% a 663 milioni.

Il fatturato nel frattempo è comunque cresciuto del 12% a 9,7 miliardi, grazie al contributo di tutte le divisioni del gruppo tedesco. La migliore performance e' stata registrata dai prodotti per l'agricoltura (sementi, fertilizzanti, pesticidi), mentre l'attivita' chimica ha visto il suo Ebitda operativo netto in calo del 6% a causa dell'alto costo delle materie prime e la pressione sui prezzi. Bayer, nonostante l'inatteso calo dei profitti, ha confermato gli obiettivi annuali: aumento del fatturato (al netto di voci straordinarie ed effetti valutari) del 4-5% a 39-40 miliardi di euro e aumento del risultato lordo operativo Ebitda di almeno il 5% ma meno del 10%.