La società farmaceutica norvegese Algeta, specializzata nello sviluppo di radiofarmaci, ha ricevuto da Bayer un’offerta del valore di $2,41 mld per l’acquisizione del 100% della società. La somma offerta riconosce un premio del 27% rispetto all’ultimo valore di borsa. La notizia è stata diffusa dal giornale tedesco Frankfurter Rundschau, ed è stata confermata da un portavoce di Bayer che però non ha voluto diffondere altri dettagli sull’operazione.

L’offerta arriva a due settimane dalla decisione favorevole della Commissione Europea che ha approvato la commercializzazione nei 28 Paesi europei di Xofigo (radium-223 chloride), un nuovo radiofarmaco messo a punto da Algeta e poi sviluppato congiuntamente dalle due società. Il prodotto emette particelle alfa ed è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma della prostata resistente alla castrazione, con metastasi ossee sintomatiche e senza metastasi viscerali note.

Nel 2009 le due società avevano siglato un accordo del valore potenziale di  800 milioni di dollari relativo allo sviluppo e alla commercializzazione di questo farmaco che adesso è approvato in Usa (dove è co promosso da Algeta e Bayer) e ha la quasi certezza di essere approvato anche in Europa (dove solo Bayer ha i diritti di vendita). Nel terzo trimestre del 2013 il farmaco ha registrato vendite per soli $17 mln, ma ha tutte le potenzialità per diventare un blockbuster e superare il miliardi di dollari di vendite annue.

Algeta è una società norvegese fondata nel 1997 da un ricercatore dell'Università di Oslo e da un medico nucleare del Norwegian Radium Hospital, il più grande centro oncologico dell'Europa del nord. La ricerca della società si è fin dall’inizio focalizzata sulle particelle alfa o raggi alfa che sono una forma di radiazione corpuscolare altamente ionizzante e con un basso potere di penetrazione. Consistono di due protoni e due neutroni legati insieme dalla forza forte, si tratta quindi di nuclei 4He (elio). Ci sono circa 100  radionuclidi che decadono emettendo particelle alfa e la ricerca di Algeta si è focalizzata sul radio-223 e il  torio-227 considerate le fonti  di questo tipo di particelle più utili in medicina.

Bayer è già presente in questo settore con  Zevalin, ([90Y]-ibritumomab tiuxetano), che appartiene alla categoria di trattamenti antitumorali nota come radio immunoterapia. Il farmaco combina la capacità di un anticorpo monoclonale anti-CD20 di colpire il tumore con la capacità della radiazione localizzata con ittrio-90 di distruggere il tumore.