Bayer si assicura pieni diritti su larotrectinib di Loxo Oncology, acquisita da Eli Lilly

Nei giorni scorsi Bayer ha ottenuto i pieni diritti sull'antitumorale larotrectinib e sul candidato LOXO-195 della biotech Loxo Oncology, esercitando un'opzione stabilita ai tempi dell'accordo di collaborazione stipulato nel 2017 e precedente all'acquisizione di Loxo da 8 miliardi di dollari da parte di Eli Lilly lo scorso gennaio.

Nei giorni scorsi Bayer ha ottenuto i pieni diritti sull’antitumorale larotrectinib e sul candidato LOXO-195 della biotech Loxo Oncology, esercitando un'opzione stabilita ai tempi dell’accordo di collaborazione stipulato nel 2017 e precedente all’acquisizione di Loxo da 8 miliardi di dollari da parte di Eli Lilly lo scorso gennaio.

La partnership di Bayer con Loxo prevedeva la promozione congiunta di larotrectinib negli Stati Uniti, ma la recente ratificazione dell'acquisizione di Loxo da parte di Lilly ha innescato una clausola che ha consentito a Bayer di ottenere i diritti esclusivi per sviluppare e vendere il farmaco, che già deteneva per i mercati al di fuori degli Usa.

«La nostra collaborazione con Loxo è stata un'importante pietra miliare e, esercitando la nostra opzione su larotrectinib e BAY 2731954 (ex LOXO-195), stiamo facendo il prossimo passo per far progredire il futuro della cura del cancro e rafforzare la nostra leadership in questo campo», ha dichiarato Robert LaCaze, capo dell’unità oncologica in Bayer. «Inseriamo due composti nel nostro portafoglio di oncologia di precisione e ci impegniamo ad ampliarlo portando avanti nuovi progetti promettenti e altamente differenziati».

Focus sul nuovo candidato LOXO-292
Lilly continuerà a beneficiare delle royalties sulle vendite di larotrectinib effettuate da Bayer, ma il suo interesse è ora focalizzato sulle prospettive del farmaco sperimentale LOXO-292, del quale ha il pieno controllo. Il candidato è progettato per l'individuazione di tumori determinati da anomalie in una chinasi chiamata RET (REarranged during Transfection) ed è attualmente in studi di fase I/II.

«Come abbiamo detto al momento in cui abbiamo annunciato l'acquisizione, la maggior parte del valore che vediamo in Loxo deriva dal potenziale di LOXO-292», ha dichiarato un portavoce di Lilly.

«Per Lilly, il valore dell'acquisizione non dipendeva dalla decisione di Bayer in merito all'accordo di co-promozione per gli inibitori della TRK: l’avere ottenuto una licenza esclusiva negli Stati Uniti e a Porto Rico per larotrectinib e LOXO-195 pagando delle royalties a Lilly, non cambia il valore economico dell’acquisizione di Loxo», ha aggiunto.

Le potenzialità di LOXO-292
I documenti presentati da Loxo dopo l'annuncio dell'accordo con Lilly mostrano che il progresso clinico di LOXO-292 ha spinto la compagnia biotech a sviluppare una vasta rete di potenziali partnership farmaceutiche. Dopo una prima lettura dei risultati degli studi, lo scorso aprile Loxo ha contattato 15 aziende biotecnologiche e farmaceutiche, senza tuttavia ricevere offerte ritenute sufficientemente interessanti. Le trattative sono proseguite fino al mese di dicembre, quando la proposta di Lilly per l’acquisizione ha permesso di chiudere l’accordo.

Come larotrectinib, anche LOXO-292 è una terapia mirata per il trattamento di tumori solidi con specifiche anomalie genetiche, quindi con un numero limitato di pazienti eleggibili alla terapia. Lilly stima per esempio che l'incidenza del carcinoma polmonare legato alla fusione del gene RET sia circoscritta a circa 3.000 pazienti negli Stati Uniti, mentre sarebbero diverse centinaia in più i pazienti affetti da tumori tiroidei papillari e midollari con anomalie RET.

«L’incidenza non è alta, ma lo sono le percentuali di risposta a LOXO-292, quindi ci aspettiamo di vedere una forte penetrazione e una lunga durata della risposta», ha detto la nuova responsabile dell’area oncologica di Lilly Anne White.

I risultati presentati lo scorso ottobre hanno mostrato che il trattamento con LOXO-292 ha portato a una risposta del 60% in 29 pazienti con carcinoma midollare della tiroide con mutazione RET, mentre i dati precedenti su un gruppo più ampio di soggetti nel mese di giugno avevano evidenziato una risposta del 77% su diversi tipi di tumore.

Lilly si aspetta ulteriori dati sul candidato nella seconda metà dell’anno e ha confermato che il nuovo studio di fase I/II, chiamato LIBRETTO, sta rapidamente procedendo con l’arruolamento dei pazienti. Il lancio potenziale del farmaco è previsto per il 2020.