Bayer vende a Elanco i farmaci veterinari: affare da $7,6 miliardi

Elanco, società nata lo scorso anno da uno spin off di Eli Lilly, ha acquisito da Bayer la sua divisione di animal health per $7,6 miliardi di cui 5,3 in cash e il resto in azioni della stessa Elanco.

Elanco, società nata lo scorso anno da uno spin off di Eli Lilly, ha acquisito da Bayer la sua divisione di animal health per $7,6 miliardi di cui 5,3 in cash e il resto in azioni della stessa Elanco.

Con questo accordo, Elanco diventa una delle prime realtà al mondo nel settore dei farmaci veterinari, con una quota di mercato del 13 per cento, seconda solo a Zoetis, società nata nel 2013 da uno spin off di Pfizer e ora del tutto indipendente. Del terzetto di testa fa parte anche Boehringer Ingelheim, che di recente ha acquisito da Sanofi il business di animal health.

Lo scorso anno, Elanco ha generato vendite per circa 3,1 miliardi di dollari, mentre l'unità animal health di Bayer ha incassato circa 1,6 miliardi di dollari. L'azienda leader del settore, Zoetis, nel 2018 ha realizzato vendite per circa 5,8 miliardi di dollari.

Il ceo di Elanco, Jeffrey Simmons, si è detto soddisfatto dell’operazione: “Il proprietario dell’animale domestico, il veterinario e l’agricoltore in questa operazione vincono tutti”. Per Elanco l’acquisto della divisione Bayer aumenta in modo significativo il business degli animali domestici, in un momento in cui il settore agricolo è diventato meno stabile.

Dopo la recente cessione dei prodotti per la cura della persona venduti con il brand Dr Scholl e quella di dei prodotti Coppertone specializzati per la protezione solare, Bayer si focalizza ancora di più sui farmaci umani da prescrizione. L’azienda tedesca deve ripagare parte dei 63 miliardi sborsati per acquisire Monsanto e deve anche fronteggiare le quasi 20mila cause intentategli per i presunti danni del glifosato.

Secondo alcuni analisti, il business di Bayer ha alcune debolezze intrinseche. "Sebbene vanti un portafoglio di oltre 100 prodotti e una presenza in 120 paesi (3.500 dipendenti a livello globale), ha un'esposizione sproporzionata ai prodotti chiave, con il 62% delle vendite derivanti da quattro linee di prodotti, che rappresentano un portafoglio relativamente concentrato", ha osservato Erin Wright del Credit Suisse.

Rispetto al settore della salute umana, il business dell’animal health è particolarmente interessante in quanto i portafogli di prodotti sono più sostenibili, l'esposizione alla minaccia dei generici è limitata e non vi è la necessità di concordare i prezzi con i Payors.