Biogen acquisisce Nightstar Therapeutics e le sue terapie geniche oftalmologiche. Affare da $800 mln

Biogen ha annunciato di aver stipulato un accordo per l'acquisizione di Nightstar Therapeutics, una societÓ di terapia genica in fase clinica con sede a Londra, specializzata nei trattamenti con virus adeno-associati (AAV) per i disturbi retinici ereditari. Biogen ha offerto di pagare $25,50 in contanti per ogni azione di Nightstar, per un corrispettivo di $800 mln totali e prevede di completare l'acquisizione entro la metÓ del 2019.

Biogen ha annunciato di aver completato l'acquisizione di Nightstar Therapeutics, una società di terapia genica in fase clinica con sede a Londra, specializzata nei trattamenti con virus adeno-associati (AAV) per i disturbi retinici ereditari. Biogen ha offerto di pagare $25,50 in contanti per ogni azione di Nightstar, per un corrispettivo di $800 mln totali e prevede di completare l'acquisizione entro la metà del 2019.

«L'oftalmologia è un'area di crescita emergente per Biogen e siamo entusiasti dell'opportunità di collaborare con Nightstar per sviluppare i suoi programmi di terapia genica potenzialmente trasformativa per le malattie rare della retina», ha dichiarato il Ceo di Biogen Michel Vounatsos. «Con questa acquisizione rafforziamo la nostra pipeline, in linea con la strategia di sviluppo di farmaci nelle neuroscienze. Nightstar accelererebbe il nostro ingresso nell'oftalmologia grazie a due asset di terapia genica in fase intermedia o avanzata di sviluppo che hanno le potenzialità per creare valore a lungo termine per gli azionisti».

Un programma avanzato nella coroideremia
Il candidato principale di Nighstar, NSR-REP1, è in fase avanzata di sviluppo per il trattamento della coroideremia (CHM), un raro disturbo retinico ereditario, degenerativo e legato al cromosoma X (X-linked) che porta alla cecità e per il quale non esistono terapie approvate. La malattia colpisce principalmente i maschi ed è causata dalla perdita di funzione del gene CHM che codifica la proteina Rab escort-1 (REP-1).

REP-1 gioca un ruolo nel traffico intracellulare di proteine, e la perdita di funzione nel gene CHM interferisce con questo meccanismo e compromette l'eliminazione dei prodotti di scarto dall'epitelio retinico e dai fotorecettori. Nelle fasi iniziali della patologia i pazienti accusano una scarsa visione notturna, ma nel tempo la perdita della capacità visiva progredisce fino alla totale cecità.

NSR-REP1 è costituito da un vettore AAV somministrato per iniezione subretinica che fornisce un gene CHM funzionante in grado di assicurare l'espressione della proteina REP-1 per ripristinare il traffico di membrana e quindi rallentare, arrestare o potenzialmente invertire il declino della vista. I dati della sperimentazione di fase I/II hanno dimostrato un rallentamento potenzialmente significativo del declino dell'acuità visiva rispetto all’evoluzione naturale della patologia, oltre che segni di miglioramento della vista in alcuni pazienti. Il candidato è attualmente in valutazione nello studio di fase III STAR, i cui risultati sono attesi nella seconda metà del 2020.

Altri programmi in rare malattie retiniche
Il secondo programma clinico di Nightstar è NSR-RPGR per il trattamento della retinite pigmentosa X-linked (XLRP), un’altra rara malattia retinica ereditaria che colpisce principalmente i maschi e che non ha trattamenti approvati. La XLRP è caratterizzata da mutazioni nel gene RPGR (retinitis pigmentosa GTPase regulator) che impediscono il trasporto attivo di proteine nei fotorecettori. Questa anomalia porta alla perdita delle cellule dei fotorecettori con conseguente disfunzione della retina nell'adolescenza e nella prima età adulta, fino a comportare cecità dopo i 40 anni.

Anche NSR-RPGR è costituito da un vettore AAV somministrato per iniezione subretinica che fornisce un gene RPGR funzionante per ristabilire l’espressione della proteina RPGR. Il ripristino della funzione del fotorecettore ha lo scopo di rallentare, arrestare o anche invertire il declino della vista. I risultati dello studio XIRIUS di fase I/II di incremento della dose hanno evidenziato un aumento della sensibilità della retina centrale, mentre la fase II/III di espansione della dose è attualmente in corso.

La pipeline preclinica della biotech britannica include anche il programma NSR-ABCA4 per la malattia di Stargardt e altri programmi mirati alla distrofia maculare vitelliforme di Best (Best disease) e ad altre forme genetiche di retinite pigmentosa.

Un buon momento per le terapie geniche oftalmologiche
Le terapie geniche per le malattie oculari ereditarie stanno attirando l’interesse di molte compagnie dopo il successo Luxturna, sviluppato dalla statunitense Spark Therapeutics e approvato dall'Ema a fine 2018.

L'attuale acquisizione non è la prima mossa di Biogen in oftalmologia. Fa seguito ai precedenti accordi di collaborazione con le biotech statunitensi Applied Genetic Technologies nel 2015 e Regenxbio nel 2016, anche se il primo è stato interrotto lo scorso dicembre dopo il fallimento della sperimentazione clinica sul candidato per la terapia genica della retinoschisi X-linked.

Lo scorso gennaio anche Johnson & Johnson ha investito $100 mln per aggiudicarsi i diritti sui progetti della biotech MeiraGTx per il trattamento dell'acromatopsia e della retinite pigmentosa X-linked.

Le aziende francesi Horama, GenSight e Eyevensys sono impegnate nello sviluppo di terapie geniche per le malattie oculari ereditarie. Gensight sta lavorando sulla neuropatia ottica ereditaria di Leber, Horama sulla retinite pigmentosa e Eyevensys su diverse patologie oculari utilizzando una terapia genica senza virus che sfrutta una tecnica chiamata elettrotrasfezione.