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Biogen taglia dell'11 per cento la forza lavoro

Nel rendere noti i dati finanziari del terzo trimestre del 2015, Biogen ha annunciato  anche un taglio dell’11  della sua forza lavoro, attualmente pari a 8mila persone, come parte di una ristrutturazione aziendale che comprende anche la cessazione di programmi di sviluppo di farmaci in pipeline.

La decisione arriva dopo che alcuni programmi di ricerca non hanno dato gli esiti attesi, il che ha avuto un riflesso sul valore delle azioni in calo del 22 per cento dall’inizio dell’anno. La capitalizzazione di borsa rimane comunque molto elevata, pari a $62,5 miliardi.

La riorganizzazione, che prevede la perdita di quasi 900 posti di lavoro sarà completata entro la fine dell’anno e avrà un costo di $85-95 milioni. Secondo un portavoce Biogen, circa 400 dei posti di lavoro verranno persi nel Massachusetts, e altri 130 nel Research Triangle Park. Il resto dei tagli sarà effettuato nelle filiali estere dell’azienda.

Oltre alla riorganizzazione della forza lavoro, Biogen interromperà i piani per uno studio clinico di Fase III che avrebbe dovuto valutare i dimetilfumarato (Tecfidera) nei pazienti con SM secondariamente progressiva e cesserà lo sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento della nefrite lupica e la ricerca in  immunologia e nel campo della fibrosi.

Il CEO dell’azienda, George A. Scangos, ha commentato: "la decisione di ridurre la forza lavoro dell'azienda era estremamente difficile, ma crediamo che queste azioni siano necessarie per compiere la nostra missione di portare nuovi importanti farmaci per i pazienti."

La ristrutturazione dovrebbe portare a un risparmio annuo di circa $ 250 milioni, che Biogen dice saranno reinvestiti per sostenere le iniziative commerciali chiave, tra cui un aumento delle vendite e le attività di marketing di Tecfidera. "Abbiamo diversi programmi di alta qualità che ora sono o saranno presto in fase III, e il risparmio sui costi della ristrutturazione saranno reinvestiti per svolgere tali programmi in modo aggressivo", ha aggiunto Scagnos.

Per il terzo trimestre, le vendite sono aumentate dell'11 per cento anno su anno a $ 2,8 miliardi , mentre l'utile netto è balzato del 13 per cento a $ 966 milioni. Biogen ha anche alzato le previsioni di chiusura del 2015, con le vendite ora attese in crescita di circa l'8 - 9 per cento, che rappresenta "un modesto incremento" contro le previsioni precedenti. Nel frattempo, l'utile per azione è previsto  fra $ 16,20 e $ 16,50.

Le vendite di Tecfidera (dimetilfumarato), un farmaco orale per la sclerosi multipla, sono state pari a $037 milioni e in crescita del 19 per cento sullo scorso anno. Questo farmaco è una delle cause dell’azione annunciata oggi dall’azienda. Alcuni casi di PML (leucoencefalopatia multifocale progressiva) e l’accesa competizione con fingolimod di Novartis (anch’esso orale) e teriflunomide (Sanofi) hanno reso meno certo il futuro del farmaco le cui vendite però stanno marciando a pieno ritmo. Anche i dati impressionanti di ocrelizumab (Roche) appena presentati all’ECTRIMS contribuiscono a dare un segno di urgenza alle attività di Biogen nell’area della SM.

Tra le notizie non positive di oggi vi è ancheil fallimento di uno studio in cui il natalizumab veniva testato in pazientio con sclerosi multipla secondariamente progressiva.

La grande speranza per il futuro della ricerca di Biogen si chiama Alzheimer. Con i $250 milioni che verranno risparmiati grazie ai tagli del personale, Biogen ha in programma di supportare tre programmi ad alto rischio. Il primo riguarda aducanumab, un anticorpo che sarà testato in uno studio di Fase III. Il farmaco aveva suscitato grandi entusiasmi poi in parte rientrati. La Fase III darà il verdetto finale sulla utilità del farmaco.

Poi abbiamo BAN2401, un anticorpo in Fase II con lo stesso obiettivo, e E2609, un inibitore di  BACE anch’esso in Fase II. Tutti e tre sono frutto di una partnership con la casa farmaceutica giapponese Eisai.

Anche se il rischio di fallimento è molto alto, il ritorno dell’investimento per la casa farmaceutica che trovasse un farmaco per l’Alzheimer realmente efficace, sarebbe altissimo, con vendite annue dell’ordine del $10 miliardi.

Al di fuori del morbo di Alzheimer, l'azienda sta portando avanti con Isis Pharmaceuticals lo sviluppo di un trattamento per l'atrofia muscolare spinale, ora in fase III; una terapia MS di nuova generazione in fase di studio di Fase II; un farmaco pronto per entrare in Fase III per la malattia infiammatoria intestinale e una risorsa in fase avanzata per la rara malattia del nervo trigemino.

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