Bristol-Myers Squibb ha deciso di condividere i diritti di proprietà intellettuale dell’antiretrovirale atazanavir per rendere il farmaco maggiormente disponibile anche nei Paesi più poveri del mondo. La decisione consentirà alle aziende produttrici di farmaci generici di tutto il mondo di produrre versioni del farmaco più accessibili dal punto di vista economico.

La decisione è stata annunciata dall’Agenzia dell’Onu UNITAID, che ha lanciato l’iniziativa Medicines Patent Pool volta ad accelerare le autorizzazioni per produrre versioni generiche dei prodotti anti-Hiv “griffati'' e ridurre i prezzi nei Paesi poveri. Secondo il Medicines Patent Pool, i produttori dei generici selezionati dovrebbero pagare una piccola royalty alle aziende che hanno sviluppato e brevettato questi farmaci e vendere le copie solo in determinati Paesi in via di sviluppo. In questo modo, i prezzi dei farmaci si riducono drasticamente, ma le aziende produttrici ottengono ancora una parte dei ricavi.

Atazanavir è il primo farmaco che rientra nel Medicines Patent Pool a essere utilizzato in seconda linea, ovvero solo dopo lo sviluppo di resistenza ai trattamenti precedenti.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2016, circa 1 milione di persone in tutto il mondo saranno trattate con farmaci anti-HIV di seconda linea. Quindi, spiegano gli esperti del  Medicines Patent Pool, è necessario aumentare l’accessibilità a questi farmaci.

Atazanavir è un inibitore della proteasi indicato per l’uso in combinazione con altri antiretrovirali per il trattamento delle infezioni da Hiv-1.