Bristol Myers Squibb ed Eli Lilly hanno finalmente raggiunto un accordo che prevede lo sviluppo congiunto di necitumumab (IMC-11F8), un anticorpo monoclonale interamente umanizzato diretto con l'EGFR. In pratica, un potenziale successore per cetuximab (chimerico), un farmaco che le due aziende già condividono (BMS lo vende in Usa e Merck KGaA in Europa).

Il farmaco era conteso fra le due aziende a partire dal 2008, quando, per 6,5 miliardi di dollari, Lilly aveva acquisito ImClone, l'azienda che lo aveva sviluppato per prima. Non era mai stato chiaro a chi appartenesse necitumumab, entrambe le aziende lo reclamavano. Adesso evidentemente hanno pensato che mettersi d'accordo fosse la cosa migliore.

I termini economici dell'alleanza non sono stati resi noti. Secondo fonti giornalistiche, Bms si farebbe carico del 55% dei costi associati agli studi clinici condotti in Usa e al 27,5% dei costi per i trial internazionali.

Se il farmaco verrà messo in commercio, Bms avrà il diritto di venderlo in Usa e Canada e si terrà il 55% dei profitti, condividendo pariteticamente i costi commerciali.
Nella fase II, necitumumab ha evidenziato risultati incoraggianti nel tumore al polmone e al colon retto. Sono da poco iniziati gli studi di fase III. Uno di essi, denominato Inspire, valuterà l'efficacia del farmaco su 947 pazienti con tumore al polmone a cellule non squamose, in confronto a una terapia a base di pemetrexed. Il trial sarà completato nel 2012.