Bristol-Myers Squibb ha completato l’acquisizione di Amira, una compagnia farmaceutica americana specializzata nei farmaci per combattere l’infiammazione e la fibrosi polmonare. Per concludere l’affare, annunciato lo scorso mese di luglio, Bms ha sborsato $325 mln in cash più altri pagamenti per $150 mln che verranno erogati da Bristol al raggiungimento di milestones prefissate, in funzione dell’avanzamento dello sviluppo dei farmaci della pipeline di Amira.

Il farmaco più importante sviluppato da Amira è noto con la sigla AM152. Si tratta di un antagonista del recettore per l’acido fosfatidico 1 (LPA1) che sta per entrare in  fase II di sviluppo per la terapia della fibrosi polmonare  idiopatica e della sclerodermia.

Attualmente in Usa non vi sono terapie approvate per la cura della fibrosi polmonare, un quadro strutturale al quale portano numerose malattie del polmone. Consiste in una degenerazione fibrosa del parenchima polmonare, con sindrome restrittiva: è quindi una pneumopatia cronica interstiziale. La forma primitiva, detta fibrosi polmonare idiopatica, è rara. Ogni anno, solo negli Usa, la malattia a causa il decesso di circa 40milapersone. La fibrosi polmonare ha avuto un notorietà sui media a causa della sua alta incidenza tra i sopravvissuti all’attacco delle torri gemelle dell’11 settembre.

In Europa, invece, c’è un trattamento approvato per questa malattia. Si tratta di pirfenidone (Esbriet, Intermune). Nel 2010 l’Fda non lo ha approvato e ha richiesto un nuovo studio di fase II per approfondire e confermare I dati di efficacia.

Nonostante il numero di persone colpite da fibrosi polmonare sia relativamente ridotto, la gravità della malattia l’assenza di trattamenti approvati (perlomeno in Usa) fa si che un nuovo farmaco che ottenga l’indicazione possa ambire a un premium price consistente.
Oltre ai diritti su AM152, grazie a questa acquisizione è anche entrata in possesso di un programma sull’autotassina, che potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci per la terapia del dolore neuropatico e per la cura delle metastasi. L'autotassina è una sostanza, presente sulle membrane cellulari che favorirebbe la mobilità delle cellule tumorali.

Gli azionisti di Amira non hanno invece ceduto altri due programmi per lo sviluppo di nuovi farmaci. Il primo ha come target dl proteina di attivazione della 5-lipoxygenase (FLAP), ha come potenziale impiego le malattie infiamammatorie ed è sviluppato insieme a GlaxoSmithKline. Il secondo ha come bersaglio la DP2 e ha un potenziale nella cura di asma, Bpco  e rinite allergica. I due programmi daranno vita a due nuove società. La prima, che si occuperà del FLAP, secondo quanto pubblica la testata on-line Xconomy prenderà il nome di Panmira. La seconda società, che deve ancora trovare un nome, si occuperà di due antagonisti orali della DP2 (AM211 e AM461) , i quali sono in fase iniziale le dio sviluppo clinico.