Bristol-Myers Squibb ha deciso di interrompere la ricerca e lo sviluppo di alcuni farmaci in tre aree terapeutiche:  epatite C, diabete e neuroscienze. L’azienda ha fatto sapere che intende focalizzarsi su altre aree con bisogni terapeutici non ancora soddisfatti come quella immuno-oncologica. Inoltre, proseguirà il proprio impegno nella ricerca di nuovi farmaci per Hiv, epatite B, insufficienza cardiaca, oncologia e malattie fibrotiche.

La riorganizzazione della ricerca comporterà anche una leggera riduzione del numero dei ricercatori, circa l’1%. Il taglio delle posizioni è previsto entro la fine di quest’anno e interesserà circa 70-75 ricercatori. Dei 70 ricercatori coinvolti nelle operazioni di ristrutturazione interna dell’azienda, 20 provengono da ZymoGenetics, biotech americana che Bristol-Myers Squibb aveva acquisito nel 2010 per 885 mln di dollari.

ZymoGenetics stava sviluppando una forma particolare di interferone alfa per il trattamento dell’epatite C che sembrava avere meno effetti collaterali della forma originale del farmaco. Il nuovo interferone è stato però messo in ombra dai regimi terapeutici interferon-free sviluppati successivamente da Gilead Science, AbbVie e Johnson & Johnson.

Bristol-Myers Squibb ha cosi deciso di impegnare maggiori risorse nell’area immuno-oncologica, acquisendo la biotech Medarex. Le due aziende hanno sviluppato congiuntamente ipilimumab per la terapia del melanoma.

Negli ultimi 12 mesi, Bristol-Myers Squibb ha ottenuto ottimi risultati dall’area oncologica, ma al di fuori di quest’area ha dovuto affrontare diversi insuccessi e le vendite sono rallentate.

Nel 2012 l’azienda ha interrotto lo sviluppo di un nuovo antiepatite C noto con la sigla BMS-986094, che si trovava in fase IIb dello sviluppo clinico. Questo farmaco era entrato a far parte della pipeline di Bristol-Myers Squibb con l’acquisizione della biotech americana Inhibitex, pagata 2,5 miliardi di dollari.
Inoltre,  a gennaio 2012 l’Fda ha rifiutato l’approvazione del nuovo antidiabetico dapagliflozin, capostipite di una nuova classe di farmaci, gli inibitori del cotrasportatore sodio/glucosio di tipo 2 (SGLT2).

Dei 16 farmaci nelle fasi iniziali di sviluppo clinico di Bristol-Myers Squibb, 6 sono per la cura dei tumori, uno per il diabete e due per l’area neuroscienze. Secondo Laura Hortas, portavoce dell’azienda, probabilmente sarà interrotto lo sviluppo dei due farmaci per l’area neuroscienze.

L’azienda non ha fatto sapere a quale risparmi porterà il nuovo piano di ristrutturazione appena comunicato.