La biofarmaceutica americana Exelixis ha siglato un accordo con Boehringer Ingelheim attraverso il quale collaboreranno per la discovery, lo sviluppo e la commercializzazione di terapie per le malattie autoimmuni.

La collaborazione si concentrerà sugli agonisti dei recettori di tipo 1 della sfingosina 1 fosfato  (S1P1) che, secondo Exelixis, hanno  dimostrato una incoraggiante attività in modelli preclinici di rigetto di trapianto d'organo e di malattie autoimmuni. Gli agonisti S1P1 hanno anche dimostrato benefici in corso di studi su pazienti con sclerosi multipla.

L'accordo prevede per Boehringer Ingelheim un esborso iniziale di 15 milioni di dollari e la possibilità di riconoscere a Exelixis fino a un massimo di $339 milioni al raggiungimento delle milestones prefissate.

Exelis è una società biofarmaceutica americana con sede a Cambridge nel Massachusettes e quotata in borsa dal 1994.  Ha già accordi di partnership con Bristol-Myers Squibb, GlaxoSmithKline, Genentech, Wyeth e Daiichi-Sankyo. L'azienda ha una ricca pipeline con un farmaco già in fase III, alcuni in fase II e molti in fase I. Come tante società del settore biofarmaceutico ha un andamento negativo, avendo registrato nel primo trimestre del 2009 perdite per 36,6 milioni di dollari. La ricerca, quella vera, si sa, costa molto.