Con un fatturato netto di 12,7 miliardi di euro, anche nel 2009 Boehringer Ingelheim ha continuato a crescere, registrando un incremento del 9,7% rispetto al 2008. L'annuncio è stato dato oggi dall'azienda in occasione della Conferenza Stampa Annuale tenutasi ad Ingelheim. Anche escludendo gli effetti positivi del cambio, l'azienda segna una crescita del 6,7% e supera, ancora una volta, la media del mercato farmaceutico mondiale. E' il decimo anno consecutivo che ciò si verifica .
L'utile operativo, assimilabile all'EBIT (margine operativo lordo), è salito a 2,2 miliardi di euro, nonostante l'aumento previsto degli investimenti in ricerca e sviluppo.

Anche nel 2009, Boehringer Ingelheim ha investito molto nel suo futuro. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo di nuovi farmaci e terapie si sono attestati a 2,2 miliardi di euro, con un incremento superiore ai 100 milioni di euro. Ciò significa che l'azienda ha reinvestito in maniera diretta in ricerca e sviluppo il 21% del fatturato netto della propria Divisione Farmaci da Prescrizione.

Dal punto di vista clinico, incoraggiati dai positivi risultati dello studio RELY da dabigatran etexilato, il nuovo inibitore diretto della trombina con somministrazione per via orale, si stanno sviluppando nuove indicazioni oltre a quella di prevenzione dell'ictus in pazienti con fibrillazione atriale.
L'azienda sta sviluppando flibanserin, studiato  per il disturbo da calo del desiderio sessuale nelle donne.

Due ulteriori molecole stanno procedendo nello sviluppo clinico come terapie oncologiche per patologie quali il tumore polmonare, il carcinoma mammario, il carcinoma ovarico e il tumore dell'intestino crasso.
Si tratta di BIBW 2992, già in fase III, primo di una nuova generazione di inibitori della tirosinchinasi, grazie alla sua capacità di legame irreversibile. BIBF 1120, anch'essa in fase III, molecola della classe degli inibitori dell'angiochinasi, è unica per il suo triplo effetto inibitorio.
Inoltre, sono stati ultimati gli studi di fase III per linagliptin, una molecola che agisce in modo nuovo nell'inibizione della dipeptidil peptidasi 4.

Boehringer Ingelheim in Italia
Con un fatturato netto pari a 496 milioni di euro, in crescita del 3,4% rispetto al 2008, l'Italia rappresenta il sesto mercato al mondo per il gruppo Boehringer Ingelheim dopo Stati Uniti, Giappone, Germania, Europa dell'Est e Spagna.
Il 2009 è stato caratterizzato da due importanti progetti: l'inaugurazione del nuovo impianto di produzione di principi attivi di Bidachem SPA a Fornovo San Giovanni (in provincia di Bergamo) per il quale sono stati investiti oltre 60 milioni di euro, con un incremento dei livelli occupazionali del 75% rispetto al 2006, anno dell'avvio dei lavori.

Nell'anno appena trascorso, poi, a fronte di molte aziende che sono state costrette anche a chiudere i siti produttivi, Boehringer Ingelheim Italia ha  portato a termine con successo il processo di cessione dell'Istituto De Angeli (IDA) di Reggello (Firenze) a Fareva S.A., società specializzata nella produzione per conto terzi, che ha presentato il miglior piano di sviluppo dell'area e dello stabilimento, in grado di cogliere le potenzialità delle persone che vi lavorano. L'operazione ha garantito la stabilità dei livelli occupazionali del sito produttivo e prevede che per almeno i prossimi cinque anni IDA continui la produzione di specialità farmaceutiche Boehringer Ingelheim per il mercato italiano ed europeo.

"Per il 2010 ci aspettiamo una sostanziale stabilità nelle performance aziendali - ha affermato Sergio Daniotti, Country Manager del Gruppo Boehringer Ingelheim in Italia- e sarà un anno fondamentale per prepararci al lancio, nei prossimi anni, di importanti e innovativi prodotti attualmente in sviluppo.