Boehringer Ingelheim acquista farmaco sperimentale per la steatoepatite non alcolica, affare da $600 milioni

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Boehringer Ingelheim entra nel settore delle malattie del fegato e fa suo un farmaco sperimentale, noto per ora con la sigla  PXS4728A, attualmente in fase I.

Per averlo sborserà una cifra massima di $600 milioni, che sarà erogata per intero solo se il farmaco completerà lo sviluppo ed arriverà in commercio. A vendere è la biotech australiana Pharmaxis.

Il farmaco viene sviluppato anche per l’infiammazione polmonare cronica e diverse altre indicazioni. Si tratta del primo di una nuova classe di farmaci che inibiscono  l’enzima mono-ammina ossidasi sensibile alla semicarbazide (SSAO), noto anche come proteina di adesione vascolare (VAP-1).

PXS-4728A fornisce> 90% di inibizione del suo enzima bersaglio per 24 ore dopo una singola dose orale.

PXS-4728A è efficace in vari modelli di infiammazione polmonare pre-clinici, l'inibizione di SSAO / VAP-1 può essere facilmente misurata con biomarcatori e presenta potenzialità terapeutiche in un'ampia gamma di condizioni infiammatorie croniche.

La steatoepatite non alcolica (NASH) è una malattia del fegato che spesso rimane silente: assomiglia molto alla cirrosi epatica, ma colpisce pazienti astemi o quasi astemi. La caratteristica principale della steatoepatite non alcolica è l’accumulo di grasso (lipidi) nel fegato, accompagnato da infiammazione e lesioni epatiche; la maggior parte dei pazienti colpiti dalla steatoepatite non alcolica non presenta sintomi e quindi non sa di avere un problema al fegato, tuttavia questa patologia può essere anche grave e portare all’epatopatia alcolica, cioè a una situazione in cui il fegato subisce danni e lesioni permanenti e non è più in grado di funzionare correttamente.