Boehringer Ingelheim, la seconda azienda farmaceutica tedesca, ha chiuso un 2014 un po’ opaco, con vendite in calo del 5,3 per cento, assentandosi a 13,3 miliardi di euro, con profitti pari a 2,1 miliardi di euro in linea con l’anno precedente.

Sono i due farmaci di grande successo di Boehringer Ingelheim, Spiriva e Pradaxa, a incidere di più sul risultato non brillante. Il primo è in calo dell’8,9% con vendite a 3,2 miliardi di euro. Il secondo ha registrato vendite stabili a 1,2 miliardi di euro, non più in crescita come negli anni precedenti a causa della forte competizione con i due rivali Xarelto ed Eliquis.

Sono andati decisamente meglio i farmaci antidiabetici  Trajenta/Jentadueto cresciuti del 34,2 per cento con vendite che hanno raggiunto i  636 milioni di euro.

Il patrimonio netto di Boehringer Ingelheim è aumentato del 14%, portandosi a 8,1 miliardi di euro. Anche la quota di capitale proprio è salita al 40%. Le risorse finanziare del Gruppo, pari a 8,5 miliardi di euro, garantiscono l'autonomia aziendale ed assicurano la flessibilità finanziaria per una crescita futura, il che sottolinea complessivamente il solido finanziamento del Gruppo stesso.

Il cashflow generato dall'attività operativa, pari a 2 miliardi di euro, continua a rimanere elevato. Guardando all'andamento futuro, Boehringer Ingelheim ha investito nell'ampliamento delle capacità produttive, per esempio, per la produzione del dispositivo inalatore Respimat, presso le sedi di Dortmund e Ingelheim.

“Dopo un 2014 per noi decisamente impegnativo, focalizzeremo ora l'attenzione sul lancio di numerosi nuovi prodotti e su una crescita redditizia” - ha dichiarato il Professor Andreas Barner, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Boehringer Ingelheim, nel corso dell’Annual Press Conference - “Nel 2014 abbiamo presentato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per un numero considerevole di farmaci e, ancora una volta, abbiamo investito nel futuro, sostenendo costi per Ricerca e Sviluppo pari a circa 2,7 miliardi di euro.”

Per l'esercizio in corso l'azienda prevede un moderato incremento del fatturato rispetto all'anno precedente. Nel 2014 Boehringer Ingelheim ha impiegato in tutto il mondo oltre 47.700 collaboratori (+1% rispetto al 2013).

Pianificato il lancio di numerosi altri prodotti
Lo scorso anno Boehringer Ingelheim ha presentato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per numerosi nuovi medicinali. Tra i farmaci che l'azienda ha immesso sul mercato nei mesi scorsi citiamo: Striverdi Respimat farmaco per il trattamento della broncopneumopatia cronico-ostruttiva (BPCO), Jardiance e Glyxambi, combinazione dei principi attivi linagliptin ed empagliflozin per il trattamento del diabete di tipo 2, OFEV per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica (IPF) e, all'inizio del 2015, Vargatef per il carcinoma polmonare avanzato dopo la chemioterapia.

Boehringer Ingelheim in Italia
Per Boehringer Ingelheim Italia il 2014 è stato caratterizzato da alcuni elementi significativamente positivi quali l’ingresso nell’area terapeutica oncologica, con il lancio di afatinib (dicembre 2014), farmaco indicato nel trattamento di alcune specifiche tipologie di carcinoma polmonare, il buon andamento del nuovo anticoagulante orale dabigatran e dei farmaci per il trattamento del diabete di tipo 2 linagliptin  e dell’associazione linagliptin/metformina cloridrato, oltre al buon andamento della Divisione Animal Health, la linea di vaccini, medicinali e nutraceutici, dedicati agli animali.

Per quanto riguarda la Divisione Consumer Health Care, poi, il 2014 è stato un anno di importanti cambiamenti nel modello di business, nelle strategie di market supply e nei modelli di distribuzione. Al fine di agevolare l’integrazione delle diverse funzioni aziendali, con conseguenti sinergie e possibilità di risparmi generati dall’ottimizzazione dei costi operativi è stato, infatti, deciso di concentrare le attività della Divisione CHC in un’unica sede, a Milano.

Questi segnali incoraggianti, non sono riusciti, tuttavia, a impedire un lieve calo delle vendite nel mercato italiano 2014 delle tre Divisioni commerciali di Boehringer Ingelheim Italia (Prescription Medicines, Consumer Health Care e Animal Health) che si è attestato a 302 milioni di euro, rispetto ai 346 milioni di euro dell’anno precedente. Flessione determinata da alcuni elementi contingenti quali la perdita del brevetto di telmisartan, storico antipertensivo, e l’ingresso sul mercato di competitor di tiotropio, farmaco per il trattamento della BPCO – Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva e congiunturali quali le considerevoli azioni di payback attuate per ripianare la spesa pubblica.

Buoni i risultati di Bidachem, sito produttivo di Fornovo San Giovanni (Bg), che da oltre 30 anni produce principi attivi per il Gruppo Boehringer Ingelheim e che rappresenta sempre più un polo strategico a livello mondiale, il cui fatturato è passato dai 122,6 milioni di euro del 2013 ai 165,8 milioni di euro del 2014. Il sito, nell’anno appena concluso, è stato interessato da investimenti da parte del Gruppo pari a 12 milioni di euro (+10% rispetto al 2013), che sono stati principalmente impiegati per un ulteriore ampliamento delle capacità produttive, in particolare per dabigatran. Lo stabilimento viene regolarmente ispezionato con successo da enti regolatori quali FDA ed AIFA. Bidachem, inoltre, è stato scelto dal Gruppo come uno dei siti produttivi mondiali anche per empagliflozin, nuovo farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2, approvato dalla Commissione Europea nel maggio 2014.

Il gruppo tedesco Boehringer Ingelheim e' del tutto soddisfatto "dell'esperienza straordinariamente positiva" nel sito lombardo di Bidachem, dove l'anno scorso ha aumentato del 10% gli investimenti a 12 milioni di euro ed e' pronto a realizzare nuovi investimenti nel nostro Paese, se necessario. Cosi' l'a.d. del gruppo farmaceutico tedesco, Andreas Barner, il maggiore al mondo come azienda non quotata di proprieta' familiare. "Sono molto impressionato dalla qualita' delle persone e dalla produzione realizzata in Italia. Non potrebbe andare meglio e faremo quindi tutto il possibile per mantenerlo com'e'. Se ci sara' bisogno di nuovi investimenti, come e' successo l'anno scorso, li faremo", ha affermato Barner, parlando a 'Radiocor' a margine della conferenza di bilancio annuale del gruppo. Barner ha anche elogiato "l'elevata qualita' della ricerca di base" nel nostro Paese, dove BI opera con un centro che conta 39 addetti a Milano. BI occupa quasi 48mila dipendenti al mondo (935 in Italia) e si colloca tra le prime 20 aziende farmaceutiche globali.

“Anche quest’anno, dunque, Boehringer ha investito in Italia e intende continuare a farlo perché è parte del nostro DNA- ha affermato Anna Maria Porrini, Presidente di Boehringer Ingelheim Italia - Per farlo, però, è necessario, come da tempo reclamato da tutto il comparto, di un quadro normativo stabile, che premi l’innovazione, e dell’abbandono di una politica di tagli indiscriminati che, nell’affrontare la congiuntura economica a breve termine, compromettono la capacità di programmazione di investimento delle aziende che vogliono crescere e far crescere il Paese”.

Riconfermata, anche per il 2014, la performance positiva di BI Research Italia, società autonoma del Gruppo Boehringer Ingelheim con sede a Milano, dedicata alla ricerca di base, che nel 2014 ha sintetizzato oltre 9.840 molecole, 3 delle quali hanno raggiunto lo sviluppo pre-clinico. Elementi, questi, che testimoniano l’importante contributo del nostro Paese, che da sempre partecipa in modo significativo alla Ricerca & Sviluppo di nuovi farmaci a livello internazionale.

Impegno che vede la propria espressione anche nell’andamento dell’attività della ricerca clinica di Boehringer Ingelheim Italia, che nel 2014 con più di 6o trial aperti (il 34% dei quali nell’area oncologica), ha coinvolto più di 300 centri.