Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi la nascita di una unità di business interamente dedicata allo sviluppo e alla commercializzazione di propri farmaci biosimilari.

Più di 30 anni fa, Boehringer Ingelheim è stata tra le prime aziende ad entrare in quest’area di mercato attraverso lo sviluppo e la produzione di farmaci biotecnologici. Oggi, Boehringer Ingelheim Biofarmaceutici è una delle imprese leader del settore e prosegue nella sua strategia di offrire ai suoi clienti esterni ed interni i migliori servizi, nella classe di riferimento, per lo sviluppo e la produzione di biosimilari.

Secondo una ricerca pubblicata da Frost e Sullivan, finora Boehringer Ingelheim ha già messo in commercio ben 19 farmaci prodotti con la tecnologia del DNA ricombinante. Si tratta di farmaci che l’azienda produce per conto terzi. Questa è la ragione per cui l’azienda tedesca ha ricevuto un riconoscimenti prestigioso, il 2011 Frost & Sullivan Europe Competitive Strategy Leadership Award in Bio Pharmaceutical Contract Manufacturing.

Tra questi farmaci si annoverano l’anti artrite etanercept, prodotto per Amgen e Pfizer, l’anticorpo monoclonale palivizumab prodotto per MedImmune, società posseduta da AstraZeneca, di Interferone beta 1b prodotto per Bayer Health Care e altri ancora. L’azienda tedesca attualmente genera il 23 per cento delle vendite e della capacità produttiva nel  “global bio pharmaceutical contract manufacturing market”.

In questo settore, l’esperienza dell’azienda tedesca è dunque molto solida ed essa è in grado di affrontare lo sviluppo di un farmaco impegnativo come il biosimilare. Oltre a quellli già citati fra i suoni clienti si annoverano Genentech, Genzyme, GlaxoSmithKline e InterMune.

“Crediamo che i biosimilari occuperanno una quota consistente del mercato biofarmaceutico, e consentiranno a molti pazienti un maggior accesso a farmaci importanti”- ha commentato il Professor Wolfram Carius, membro del Board of Managing Directors di  Boehringer Ingelheim, e responsabile Operations - “Grazie alle nostre competenze in termini di sviluppo di prodotto, offerta ed esperienza clinica, siamo certi di poter offrire biosimilari d’alta qualità che rispondano alle esigenze dei pazienti”.

Lo scorso mese di marzo, si è ufficialmente conclusa l’acquisizione da parte di Boehringer Ingelheim del centro di sviluppo e produzione di farmaci biotecnologici di Amgen a Fremont, California (Usa). L’operazione comporta l’acquisizione di attrezzature tecniche e l’ingresso nei processi produttivi presso il sito di Fremont, struttura all’avanguardia, che attualmente impiega 360 addetti su un’area di oltre 200.000 metri quadrati, con impianti produttivi e laboratori di sviluppo di processo per forniture cliniche e industriali.

Secondo la società di ricerche britannica Biophoenix, lo sviluppo dei farmaci biosimilari richiede fino a 8 anni e un costo di 100-150 milioni di dollari, una somma di gran lunga inferiore a quella necessaria per sviluppare  un originatore, ma di certo non indifferente.  Nel 2009 le vendite di farmaci biosimilari sono state pari a soli 75 milioni di dollari su un totale di 110 miliardi di dollari generati dai farmaci biotech. Il mercato dei biosimilari  è però in forte crescita e si ritiene che entro il 2013 possa raggiungere i 5,5 miliardi di dollari.