Non è andato male il 2013 per Boehringer Ingelheim, azienda farmaceutica tedesca a capitale privato che oggi ha comunicato i dati dell’esercizio 2013. L'azienda è riuscita a far crescere l’utile operativo e la redditività netta delle vendite.

L'azienda ha generato un fatturato di circa 14,1 miliardi di euro, pari a un + 1,4% al netto degli effetti di cambio, rispetto all’esercizio precedente, (su base euro: -4,3%), da cui deriva un aumento di 2,4 punti percentuali della redditività netta delle vendite, che raggiunge il 15%.

Per l'esercizio in corso l'azienda si attende un fatturato analogo a quello del 2013. Boehringer Ingelheim conta attualmente in tutto il mondo oltre 47.400 collaboratori, circa il 3% in più rispetto all'anno precedente.

“Il 2013 per Boehringer Ingelheim è stato segnato da molti successi e alcune sfide” ha dichiarato oggi il Professor Dr. Andreas Barner, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Boehringer Ingelheim, nel corso della conferenza stampa di presentazione del bilancio tenutasi ad Ingelheim. “Abbiamo lavorato soprattutto per promuovere lo sviluppo a lungo termine dell'azienda”. Con Afatinib, un prodotto per la terapia mirata di una determinata forma di tumore polmonare, l'anno scorso Boehringer Ingelheim è entrata con successo nel mercato dell'oncologia. Il principio attivo è stato commercializzato negli Stati Uniti con il nome di Gilotrif. Nel frattempo l'immissione in commercio è stata avviata anche nell'Unione europea, con il nome di Giotrif. Una seconda novità del 2013 è Striverdi® Respimat® (Olodaterol), un prodotto per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Nei soli prossimi due anni Boehringer Ingelheim ha in programma di lanciare sul mercato più di dieci nuovi prodotti per otto indicazioni: diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), asma, tumore del polmone, fibrosi polmonare idiopatica (IPF), una forma rara di leucemia (AML) e il trattamento e la prevenzione della trombosi venosa profonda e dell'embolia polmonare. Per quest'ultima indicazione l'azienda ha già ottenuto all'inizio di aprile per Pradaxa l'autorizzazione della FDA, l'ente regolatorio americano.

Attualmente l'azienda lavora a 90 progetti di ricerca e sviluppo. Nell'anno in corso Boehringer Ingelheim intende esaminare nove principi attivi in studi clinici di fase II. “Rafforzeremo l'attività nei nostri ambiti terapeutici, l'immunologia e le malattie del sistema nervoso centrale” ha affermato Barner.

Boehringer Ingelheim in Italia

Il  fatturato netto 2013 di Boehringer Ingelheim Italia, pari a 505 milioni di euro, è sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente (+1,2%).

Un’ulteriore attesa crescita, nel risultato italiano, non si è realizzata principalmente per il ritardo, rispetto agli altri Paesi europei e extraeuropei,  con cui sono entrati nel mercato italiano il nuovo anticoagulante orale dabigatran (giugno 2013) e linagliptin (dicembre 2013) per il trattamento del diabete di tipo 2.

“Nonostante il 2013 non sia stato un anno particolarmente brillante per le imprese del farmaco, sia a livello globale, che nazionale, la risposta di Boehringer Ingelheim in questo momento è quella di continuare a investire nell’innovazione sia di prodotto che di processo – ha dichiarato Anna

Maria Porrini, Presidente di Boehringer Ingelheim Italia - L’innovazione continua ad essere, infatti, per il nostro Gruppo l’elemento cruciale su cui puntare per vincere le sfide imposte dai nuovi scenari internazionali, attraverso lo sviluppo di nuovi farmaci in aree terapeutiche importanti quali quelle relative alle patologie oncologiche, metaboliche cardiovascolari, e respiratorie”.

“La misura di questo impegno – continua Porrini - si coglie dalle performance, nel 2013, dell’attività di Ricerca e Sviluppo: per quanto riguarda la ricerca clinica Boehringer Ingelheim Italia conta 59 trial aperti (il 35% dei quali nell’area oncologica), che coinvolgono 455 centri. Dato, quest’ultimo molto significativo, se si osserva il trend a livello nazionale ed internazionale, emerso negli ultimi anni, di contrazione della ricerca clinica”.

Significativa anche l’attività di BI Research Italia, società autonoma del Gruppo, dedicata alla ricerca di base. Nata nel 2010, ha sintetizzato nel 2013 oltre 9.500 molecole, 4 delle quali hanno raggiunto lo sviluppo pre-clinico, a testimonianza dell’importante contributo del nostro Paese, che da sempre ha partecipato e partecipa in modo significativo alla Ricerca & Sviluppo di nuovi farmaci a livello internazionale. Le aree terapeutiche interessate a questi prodotti in fase di studio riguardano le patologie del Sistema Nervoso Centrale e Respiratorio.

Buoni i risultati di Bidachem, sito produttivo di Fornovo San Giovanni (Bg) che da oltre 30 anni produce principi attivi per il Gruppo Boehringer Ingelheim e che rappresenta sempre più un polo strategico a livello mondiale, il cui fatturato è passato dai 119 milioni di euro del 2012 ai 123 del 2013 (+3,3%), con circa 440 tonnellate di prodotti finiti, gran parte del quale è  destinato all’estero.

Per il 2014 è previsto un investimento di 10 milioni di euro (+10% rispetto a 2013) per un ulteriore ampliamento del “Sintesi II”, impianto dedicato alla produzione di dabigatran, che nel 2014 dovrebbe quasi raddoppiare rispetto all’anno scorso (passando da 99 a 190 tonnellate). A questo proposito, è opportuno sottolineare che lo stabilimento viene regolarmente ispezionato con successo da enti regolatori quali FDA ed AIFA.

Bidachem, inoltre, è stato scelto dal Gruppo come uno dei siti  produttivi mondiali anche per empagliflozin, per il trattamento del diabete, la cui produzione dovrebbe iniziare nell’anno in corso.