Sono stati resi noti i risultati dell’esercizio 2011 di Boehringer Ingelheim: al netto degli effetti di cambio, il fatturato segna un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 13,2 miliardi di euro. L'utile operativo sale a 2,3 miliardi di euro e la redditività netta delle vendite al 17,3%.

La maggior parte del fatturato di Boehringer Ingelheim, il 77% del fatturato netto, è da ricondurre ai farmaci da prescrizione. Positive le venditye dell'anticoagulante orale Pradaxa, che nel 2011 ha prodotto un fatturato di 629 milioni di euro.

La Divisione dei Farmaci da Prescrizione nel 2011 ha registrato un incremento dell'8,2%, superiore, quindi, alla crescita media del mercato farmaceutico mondiale che si attesta, secondo gli analisti di IMS, al 4,6%. L’organico è stato positivamente influenzato da questo andamento: il numero di dipendenti nel 2011 è cresciuto, infatti, in tutto il mondo di 1.800 unità rispetto al 2010, raggiungendo un totale di 44.000 (pari ad un incremento del 4%).

Ricerca e sviluppo
Con nuovi risultati, ottenuti grazie alla propria attività interna di ricerca, l'azienda pone le basi per un positivo andamento anche nel futuro: "Vogliamo offrire nuovi farmaci, soprattutto per il diabete, per l'oncologia, per l'epatite C, la fibrosi polmonare idiopatica e le patologie respiratorie" spiega il Presidente del Consiglio di Amministrazione. Sono in corso i test per l'impiego di tiotropio contro l'asma, lo studio di nuovi approcci terapeutici per l'epatite C cronica e lo sviluppo di nintedanib per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica. "Questi nuovi prodotti si tradurranno in progressi terapeutici concreti per i pazienti" sostiene Barner.

Nel 2011 gli investimenti in R&D di Boehringer Ingelheim sono ammontati a 2,5 miliardi di euro (+3% rispetto all’anno precedente), pari al 23,5% del fatturato totalizzato con i farmaci da prescrizione. Con questo rapporto Boehringer Ingelheim si posiziona, quindi, al di sopra della media del settore.

Boehringer Ingelheim Italia
Con un fatturato netto 2011 pari a 463 milioni di euro, in calo del 12% rispetto all’anno precedente - flessione in linea con le previsioni fatte a seguito della perdita del brevetto di Mirapexin – Boehringer Ingelheim Italia si colloca a livello nazionale tra le prime venti aziende farmaceutiche, a testimonianza del valore strategico del nostro Paese nella politica industriale del Gruppo sia per la ricerca di base e clinica, sia per la produzione dei principi attivi.

E proprio in merito alla ricerca, BI Research Italia, società autonoma del Gruppo dedicata alla ricerca di base, nata nel luglio 2010, ha identificato oltre 8.000 entità chimiche nel 2011, due delle quali già candidate alla fase di sviluppo pre-clinico, “a testimonianza del contributo fondamentale del nostro Paese – commenta Enrique Manzoni, Presidente di Boehringer Ingelheim Italia - che da sempre ha partecipato in modo significativo alla  R&D di nuovi farmaci a livello internazionale, e quindi all’innovazione”.

Nel 2011 Boehringer Italia ha lanciato Respimat, un nuovo sistema di erogazione di tiotropio, ad oggi il farmaco per il trattamento della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva più prescritto al mondo, che si avvale di un inalatore di nuova generazione, senza propellente, che coniuga una tecnologia innovativa alla comprovata efficacia del principio attivo, rappresentando un importante passo avanti nella somministrazione per via inalatoria della terapia per la BPCO, ritenuta da molti pazienti di difficile gestione.

L’Italia sta per lanciare dabigatran, un innovativo anticoagulante, già approvato in USA, Canada, EU, Giappone ed altri Paesi, per la prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica nei pazienti affetti da fibrillazione atriale, per il quale il nostro Paese sta attendendo l’autorizzazione all’immissione in commercio.