Non e' una sentenza che mette a rischio l'industria farmaceutica mondiale, che nel 2013 dovrebbe avere abbastanza nuove molecole in arrivo da compensare le perdite di fatturati dovute all'introduzione dei generici, ma potrebbe quantomeno tenerla alla larga dall'India.       

All'indomani della sentenza della Corte Suprema indiana che ha negato il brevetto al farmaco Glivec della Novartis una delle possibilita' che si paventano e' proprio quella di un abbandono del paese, che prima era invece considerato un mercato emergente, ma che in diverse occasioni ha negato la copertura a molecole che invece nel resto del mondo l'avevano.

Il primo a suggerire un'eventualita' del genere e' stato proprio Ranjit Shahani, il direttore di Novartis India: ''Novartis non investira' nella ricerca sui farmaci nel paese - ha affermato dopo la sentenza -. Non solo Novartis. Non credo che nessuna compagnia pianifichi di fare ricerca in India''.

Le compagnie farmaceutiche dovrebbero avere di che consolarsi con i farmaci in arrivo, attualmente nelle ultime fasi dello sviluppo. Secondo alcune stime della Deutsche Bank le nuove molecole potrebbero generare vendite per 64 miliardi di euro nel periodo tra il 2013 e il 2015, mentre nello stesso periodo le quote perse a favore dei generici dovrebbero essere di 12 miliardi.     

Ma l'ipotesi di un abbandono del paese e' ritenuta plausibile: ''Ci puo' essere una 'escalation', magari su eventuali investimenti nel paese - afferma Paolo Gerli, European Patent Attorney dello studio Botti e Ferrari specializzato nel settore della proprieta' intellettuale - Del resto il brevetto serve a garantire un ritorno economico degli enormi investimenti necessari per lo sviluppo dei farmaci, senza la protezione non c'e' piu' l'interesse ad investire''.

Alla base della decisione indiana c'e' il concetto stesso di 'innovazione'. Secondo la legge del paese se si brevetta un farmaco per un uso non si puo' poi farlo di nuovo per una malattia differente, quello che e' successo con il Glivec: ''Tutti gli attacchi alla legge hanno fallito - ha dichiarato Leena Menghaney di Msf - gli uffici per i brevetti in India dovranno considerare questo come un chiaro segnale che la legge deve essere applicata rigorosamente e che le domande di brevetto prive di un reale fondamento devono essere respinte''.

Per altri pero' l'innovazione in questo caso c'e': ''Il Glivec hacambiato il modo di trattare la leucemia, e' fuori di dubbio che sia innovativo - spiega Francesco Scaglione, farmacologo dell'Universita' degli Studi di Milano -. Il processo di ricerca e sviluppo da parte delle aziende si basa sulla protezione data dal brevetto, e se si perde si mette a rischio il sistema''.

Una via d'uscita possibile, sottolinea Scaglione, passa da accordi tra gli Stati e le aziende: ''Gli Stati possono negoziare i prezzi - afferma - ma negare i brevetti non porta a nulla, è una vittoria di Pirro. Gli effetti della minore ricerca si stanno gia' sentendo, basti pensare alla classe degli antibiotici, a cui si è aggiunto un solo farmaco negli ultimi 15 anni''.