Nuovo accordo per l’immunoterapia del cancro che sempre di più appare come la nuova frontiera dell’oncologia. Bristol-Myers Squibb ha siglato un accordo con la società farmaceutica Bavarian Nordic incentrato sul nuovo vaccino anticancro noto come ProsVac, attualmente in fase III.

Pagando una somma di $60 milioni, Bristol ha ottenuto un diritto di prelazione per questo vaccino, che potrà esercitare entro un tempo prestabilito una volta resi noti i dati della fase III.

Inoltre, se il diritto sarà esercitato e quindi se Bristol farà suo il farmaco, l’azienda pagherà altri $80 milioni più pagamento incrementali a partire da $50 milioni, con il potenziale di arrivare oltre 230 milioni qualora l’efficacia del farmaco superi quella già vista in fase II.
Inoltre, Bavarian Nordic potrà ricevere pagamenti da un minimo di $110 milioni fino a $495 milioni al raggiungimenti di obiettivi di vendita prefissati cosi come riceverà royalties a due cifre, cioè superiori al 10%.

E’ stato anche siglato un accordo di fornitura, per il quale sarà Bavarian Nordic a produrre il farmaco.

Prostvac-Vf è stato ricavato da un virus modificato geneticamente e reso innocuo, il poxvirus, che porta il gene per l’antigene tumorale PSA, molecola di riconoscimento delle cellule malate. Oltre ad esso, il vaccino ha tre molecole (TRICOM ) con funzione di enhancer del sistema immunitario. In pratica, si “insegna” ai linfociti T del paziente a colpire in maniera preferenziale le cellule tumorali che producono il PSA.

In uno studio di fase II pubblicato sul Journal of Clinical Oncology e condotto da Philip Kantoff del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, il vaccino ha dimostrato la propria efficacia su 125 pazienti affetti da metastasi alla prostata. Dopo tre anni, il 30 per cento è rimasto in vita, contro il 17 per cento di quelli trattati con placebo. Per confermare l'efficacia del vaccino il passo successivo sarà la fase III, per la quale vengono studiati 1298 pazienti con cancro della prostata metastatico e castration resistant asintomatici o scarsamente sintomatici.

Le due aziende hanno anche pianificato uno studio di fase II nel quale verranno usati in combinazione ipilimumab (già in fase III per questo tumore), farmaco di  Bristol-Myers Squibb, e lo stesso vaccino ProsVac. Altro studi sono possibili con la combinazione del vaccino e dei farmaci immunologici di Bristol, come ad esempio l’anti PD-1 nivolumab.