Bristol-Myers e  Kyowa Hakko Kirin  hanno reso noto di aver siglato un accordo finalizzato a valutare l’efficacia della combinazione delle rispettive terapie anticancro basate sull’immunologiua, nivolumab e mogamulizumab. Le due società condurranno uno studio di fase I/II in tumori solidi metastatici. I termini economici dell’accordpo non sono stati resi noti.

Pochi mesi fa, Kyowa Hakko Kirin aveva giù siglato con AstraZeneca  un accordo del tutto simile per testare  l’efficacia e la sicurezza della combinazione dell’anticorpo anti PD-L1 di AstraZeneca, MEDI4736, in combinazione con l’anticorpo anti CCR4, mogamulizumab, di Kyowa Hakko Kirin, e la combinazione di quest’ultimo con l’anti CTLA-4, tremelimumab, di AstraZeneca.

Nivolumab è una anti PD-1, un farmaco che sblocca il sistema immunitario e lo rende nuovamente capace di aggredire il tumore. Il blocco di PD-1 (programmed cell death protein ), un recettore co-inibitorio espresso dalle cellule T attivate, permette di superare la resistenza immunitaria e di indurre la regressione del tumore Il farmaco è già stato approvato nelle due sponde dell’oceano per la cura del melanoma metastatico e del tumore del polmone NSCLC.

Mogamulizumab è un anticorpo monoclonale diretto contro il recettore delle chemochine CCR4. Il farmaco è stato sviluppato da Kyowa Hakko Kirin attraverso la tecnologia POTELLIGENT. L’anticorpo è stato disegnato per uccidere le cellule target attraverso un meccanismo di citotossicità cellulare mediata da anticorpi. Il farmaco è stato lanciato in Giappone nel maggio del 2012 per il trattamento dei pazienti linfoma a cellule T positivo al recettore CCR4. Lo scorso Marzo il farmaco è stato approvato in Giappone anche per linfoma periferico a cellule T positivo al CCR4 e per il linfoma cutaneo a cellule T. Studi clinici su farmaco per queste indicazioni sono in corso in Europa e Stati Uniti.

L’immunoterapia del cancro è l’area verso la quale sta convergendo l’interesse di clinici, pazienti e investitori. Oltre all’accordo fra BMS-Kyowa, nel mese di luglio vi è stato quello tra Sanofi e Regeneron e Merck ha acquisito la biotech israeliana cCAM con un accordo del valore potenziale di $600 mln. Quest’ultimo è finalizzato allo sviluppo di un anticorpo diretto contro il ceaCAM1 (Carcinoembryonic antigen-related cell adhesion molecule 1), una glicoproteina espressa sui linfociti, che viene espressa a elevati livelli nel melanoma e nei tumori alla vescica, del polmone, del colon, del pancreas e nei tumori gastrici ed è in grado di modulare l’inibizione della risposta immunitaria innata e acquisita.