Bristol-Myers Squibb, bene i nuovi farmaci ma vendite gił per dollaro alto e scadenza aripiprazolo

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«Abbiamo avuto un ottimo quarto trimestre che ci ha consentito di chiudere un anno finanziariamente forte» ha dichiarato il Ceo di Bristol–Myers Squibb, l’italiano Lamberto Andreotti, commendo la presentazione dei dati del quarto trimestre del 2014 e dell’intero 2014, presentati oggi alla comunità finanziaria internazionale. "La nostra performance nel 2014, per marchi e aree geografiche, la continua innovazione e la produttività nella R & S e gli investimenti in opportunità di sviluppo di business rispecchiano la forza e l'esecuzione della nostra strategia di diventare una BioPharma, e ci posiziona bene per il 2015", ha aggiunto Andreotti.

E’ però un risultato a due facce quello presentato da Andreotti, che a maggio cederà il posto a un altro italiano, Giovanni Caforio. Il dato complessivo è in calo, sia quello dell’ultimo trimestre, sia quello complessivo del 2014. Ma se si distingue quanto è dovuto all’andamento economico e quanto al cambio del dollaro, che si è apprezzato rispetto alle altre valute, si scopre che, senza gli effetti sfavorevoli di cambio, le cose non vanno male.

Le vendite nel quarto trimestre sono scese del 4,1 per cento a 4,26 miliardi dollari, anche se hanno superato le stime degli analisti ($ 4 miliardi). Tralasciando un attività ceduta (l’area del diabete passata interamente ad AstraZeneca), e l'impatto dei cambi, il fatturato sarebbe salito del 9 per cento, ha detto la società.
Circa $800 milioni del miliardo di dollari che manca al fatturato dell’azienda è infatti dovuto all’apprezzamento del dollaro, tanto più importante visto che la società ricava la metà del proprio fatturato al di fuori degli Usa.

Lo scorso anno si è chiuso con un fatturato in lieve calo (-3%) e per il 2015 si prevede una ulteriore contrazione con vendite che si dovrebbero collacare tra i $14,4 miliardi e i $15 miliardi, ha detto la società in un comunicato. Il dato si confronta con la proiezione media di 15,6 miliardi dollari frutto delle stime di 18 analisti compilata da Bloomberg. Nel 2015 l’utile sarà di $1,55 - $1,70 per azione. Gli analisti avevano stimato una media di 1,73 dollari.

A parte i problemi valutari, contro i quali si può fare abbastanza poco, le vendite dei nuovi farmaci dell’azienda procedono bene. L’anticanro Yervoy (ipilimumab) cresce del 41% e nell’ultimo trimestree ha realizzato $366 milioni che, proiettati su base annua, farebbero oltre 1,4 miliardi. Anche Eliquis, l’anticolagulante orale venduto in partnership con Pfizer, dopo una partenza lenta rispetto a rivaroxaban e dabigatran, negli ultimi tre mesi ha realizzato un fatturato di $281 milioni, quasi 4 volte quello dello dello stesso periodo del 2013.

Va bene anche il biologico Orencia (abatacept) che chiude l’anno con un fatturato di $1,652 miliardi, con un incremento del 14% sull’anno precedente. Le vendite sono sospinte anche dai dati dello studio AVERT, un trial di fase III condotto in pazienti naife al biologico o al metotrexate. Lo studio conferma la buona risposta al farmaco se usato subito, in prima linea, associandolo al metotrexate.

Certamente, questi farmaci continueranno a crescere anche nel 2015. A loro si è appena aggiunto il nuovissimo anticancro Opdivo (nivolumab) che appartiene alla classe degli anti PD-1, farmaci che “sbloccano” il sistema immunitario perché possa attaccare le cellule del cancro. Il prodotto è appena stato lanciato per il melanoma, e andrà usato dopo il fallimento di Yervoy. E’ probabile che in un prossimo futuro possa essere utilizzato in fasi più precoci di malattia. Parimenti, lo si sta studiando in altri setting, come nel cancro del polmone, dove ha già dato buoni risultati. Secondo gli analisti, entro il 2017 il farmaco potrà raggiungere 3 miliardi di dollari di vendite. Qualcuno ne azzarda anche 7.

Oltre al dollaro forte, a guastare la festa di Bristol-Myers Squibb, ci pensa anche l’antipsicotico Abilify, fino a pochi anni tempo fa un vero best seller. Basti pensare che nel 2012 aveva realizzato un fatturato di $2,827 miliardi. Il farmaco, il cui brevetto nel frattempo è scaduto, ha chiuso il 2014 con vendite per $2,020 miliardi che, secondo le previsioni di molti analisti, nel 2015 crolleranno a soli $577 milioni. Un “buco” non facile da ripianare in tempi rapidi.

In pochi anni, Bristol Myers Squibb si è riposizionata da azienda farmaceutica di massa ad azienda biofarmaceutica focalizzata in farmaci specialistici. Anche se oggi in borsa il titolo è in lieve calo (-0,5%), nell’ultimo anno le azioni di Bristol hanno guadagnato quasi il 25%, segno che il mercato apprezza la strategia delle "String of Pearls" impostata nel 2011 da Andreotti. Caforio ha dunque una strada già ben segnata da seguire.

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