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Bristol-Myers Squibb compra Amylin per $7 mld

Bristol-Myers Squibb ha formalizzato l’acquisizione di  Amylin Pharmaceuticals, la società americana che ha sviluppato l’antidiabetico exenatide. L’affare prevede un pagamento di 31 dollari per azione, pari a 5,3 miliardi di dollar, che rappresentano un premio del 10% rispetto all’ultima chiusura di borsa. Tenendo conto che Bristol si fa carico anche dei debiti dell’azienda californiana, l’esborso totale sarà di circa 7 miliardi di dollari.

A sua volta, AstraZeneca pagherà a Bristol Myers Squibb, con la quale è alleata nel diabete, la somma di 3,4 miliardi di dollari, al fine di poter condividere i profitti dei farmaci di Amylin.  In sintesi, Amylin è come se la fossero comprata Bristol e AstraZeneca, dividendosi i costi al 50%.

Il prezzo pagato da Bristol è molto elevato e, secondo l’analista Michael King della società di consulenza strategica Rodman & Renshaw, si spiega solo con la “disperazione” delle due società, costrette ad affrontare la scadenza brevettuale di farmaci chiave del loro listino. La borsa americana ha invece reagito bene e ieri, alla chiusura della giornata, l’azione di Bristol aveva guadagnato il 2,48%

Bristol-Myers e AstraZeneca rafforzano così la loro offerta di farmaci antidiabetici, che comprende  l’anti DDP-4 saxagliptin (Onglyza),e l’anti SGLT2 dapagliflozin, già approvato in Europa ma bocciato dall’Fda che ha chiesto maggiori studi.

Amylin Pharmaceuticals è una società biofarmaceutica fondata nel 1987 con sede a San Diego, in California. L’azienda è impegnata nella discovery, sviluppo e commercializzazione di farmaci per il trattamento del diabete e dell’obesità. Attualmente i farmaci dell’azienda già in commercio sono tre: Symlin (pramlintide acetate), Byetta (exenatide) e Bydureon (exenatide extended-release). Amylin è anche impegnata nelle ricerche per la produzione di metreleptin, un analogo dell’ormone umano leptina che ha un ruolo importante nella regolazione dell'ingestione e della spesa calorica, compreso l'appetito ed il metabolismo. Lo scorso anno l’azienda ha generato un fatturato di 650 milioni di dollari, che nel 2012 dovrebbe salire del 5% ma che potrebbe arrivare a un massimo di 1,5 miliardi grazie alla formulazione settimanale di exenatide.

Lo scorso mese di febbraio Amylin aveva rifiutato un’offerta pari a 22 dollari per azione presentata dalla stessa BMS. e successivamente anche  AstraZeneca, Merck & Co. e  Sanofi avevano presentato le loro offerte. Amylin era diventata la possibile preda per un’acquisizione lo scorso anno, quando l’Fda aveva approvato la formulazione settimanale di exenatide, molto più comoda di quella attuale che va somministrata due volte al giorno ed è competitiva anche nei confronti di liraglutide di Novo che si dà once a day.

Questa approvazione era arrivata poco dopo la fine del decennale rapporto di collaborazione fra Amylin ed Eli Lilly, interrottosi per i contrasti sul peso attribuito da Lilly alla promozione di exenatide. Lilly aveva siglato un accordo mondiale con Boehringer incentrato proprio sui farmaci antidiabetici e Amylin aveva ritenuto che tale accordo inficiasse la preesistente collaborazione Amylin-Lilly.

Ironicamente, l’acquisizione di Amylin da parte della coppia Bristol- Astra ricrea quasi la stessa situazione che c’era prima con Lilly e Boehinger Ingelheim. All’epoca, il management di Amylin aveva ritenuto che  exenatide potesse essere penalizzata dalla contemporanea presenza dii un DDP-4 nel portfolio della due aziende partner. Adesso i manager di Amylin non hanno avuto nulla da ridire. I soldi, si sa, fanno cambiare parere in fretta.

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