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Bristol-Myers Squibb Italia annuncia 260 esuberi

Tagli in vista per il gruppo farmaceutico americano Bristol-Myers Squibb in Italia. Bms ha comunicato l'intenzione di avviare una procedura di licenziamento collettivo per 260 dipendenti tra impiegati e quadri della Divisione farmaceutica. Nel dettaglio, la condizione di 'esubero strutturale', così come viene definita, riguarda 224 Informatori scientifici del farmaco, 22 posizioni di Area Manager e Sales Manager, e 14 dedicate ad alcuni servizi di supporto all'informazione scientifica del farmaco e della sede di Roma, ritenuti non più funzionali alla strategia aziendale.

La comunicazione ufficiale è stata inviata il 18 gennaio scorso da Unindustria a sindacati e uffici regionali competenti. Tre le «macroaree problematiche» alla base della decisione sulla sede di Roma: innanzitutto «la situazione economico-finanziaria della Società nell'ambito dell'attuale contesto di criticità che ha interessato il territorio italiano negli ultimi 2 anni». Peserebbero inoltre «le specifiche azioni intraprese dai Governi e dall'Autorità Regolatoria che si sono succeduti in Italia nel tempo, circa le limitazioni e le tempistiche di inserimento di nuovi farmaci nei prontuari nazionali, nonché in tema di contenimento della spesa sanitaria".

Il terzo fattore è «l'impatto» della «rivisitazione a livello mondiale di alcuni accordi di cooperazione commerciale» - il termine (a fine 2012) della partnership con la francese Sanofi per la copromozione dell'antipertensivo irbesartan e dell'anticoagulante clopidogrel, e la decisione di terminare dal 1 aprile 2013 ogni attività di promozione attiva sull'antipsicotico della giapponese Otsuka - nonché «la scadenza dell'esclusività brevettuale di farmaci di punta della Società».

Complessivamente, le ripercussioni del quadro delineato riguardano prodotti che hanno rappresentato il 53,4% del totale vendite 2011 e il 50,3% delle vendite 2012. Quanto ai prodotti nuovi, «il farmaco innovativo a base di belatacept, per la prevenzione del rigetto nei pazienti sottoposti a trapianto di rene, ha ricevuto approvazione fuori dalla rimborsabilità in Italia, con conseguente riduzione dei piani a supporto del farmaco viste le modeste vendite attese in tali condizioni».

«Nel corso del 2013 e negli anni a venire - si legge nella comunicazione - la Società dovrà necessariamente concentrarsi sulla ottimizzazione delle opportunità che derivano dagli altri farmaci attualmente promossi, focalizzando la propria attività esclusivamente nelle aree specialistiche identificate, come aree di interesse strategico anche a livello di Gruppo». Pertanto, «coerentemente con la suddetta strategia e con l'attuale crisi economico-finanziatria globale, la struttura dell'informazione scientifica e l'organizzazione della sede di Roma dovranno essere adeguate al ridotto portafoglio dei prodotti in promozione attiva da parte della Società, per poter rispondere in maniera efficace ed efficiente alla nuova situazione di forte contrazione strutturale».

Bms evidenzia dunque «l'impossibilità di mantenere l'attuale forza di informazione scientifica» e, per le ragioni elencate, «non ritiene di poter adottare misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione di eccedenza e ad evitare, in tutto o in parte, i licenziamenti collettivi». Infatti «l'esubero di personale evidenziato ha carattere strutturale in quanto determinato da problematiche di carattere definitivo e irreversibile, con la conseguente impossibilità di ricorrere a misure alternative» come cassa integrazione o contratti di solidarietà, «o ad altre misure di gestione temporanea degli esuberi». Infine, «la Società non è in grado di programmare misure per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale derivanti dall'attuazione del programma di riduzione del personale».

Nel 2012 la compagnia guidata dal Ceo Lamberto Andreotti ha registrato vendite per 17,6 miliardi di dollari, in calo del 17% rispetto al precedente esercizio. Nel quarto trimestre dell'anno il giro d'affari è sceso del 23% a 4,2 miliardi di dollari, con una particolare flessione sul mercato Usa (-38% a 2,2 miliardi). L'utile per azione Gaap ha segnato nell'intero esercizio un -46% a 1,16 dollari, mentre negli ultimi 3 mesi dell'anno è aumentato del 12% a 0,56 dollari.

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