Ca polmonare a piccole cellule, AbbVie e Bms studiano la combinazione di rovalpituzumab tesirine e nivolumab/ipilimumab

AbbVie e Bristol-Mayers Squibb hanno annunciato una collaborazione per la conduzione di studi clinici che andranno a valutare l'efficacia e la sicurezza della combinazione di rovalpituzumab tesirine (Rova-T) e nivolumab o nivolumab e ipilimumab, per il trattamento di pazienti con tumore del polmone a piccole cellule recidivato e di stadio avanzato.

AbbVie e Bristol-Mayers Squibb hanno annunciato una collaborazione per la conduzione di studi clinici che andranno a valutare l’efficacia e la sicurezza della combinazione di rovalpituzumab tesirine (Rova-T) e nivolumab o nivolumab e ipilimumab, per il trattamento di pazienti con tumore del polmone a piccole cellule recidivato e di stadio avanzato.

Il programma clinico di fase I/II valuterà la combinazione dei farmaci immunoncologici di Bms e dell’anticorpo sperimentale coniugato Rova-T di AbbVie, rispetto alle cure standard per la malattia.

Rova-T è stato progettato per il trattamento del cancro del polmone a piccole cellule, che rappresenta tra il 10% e il 15% di tutti i tumori polmonari, ed è uno dei più probabili che ritorni dopo il trattamento iniziale. Il target del farmaco è la molecola DLL3, presente nell’80% dei tumori del polmone a piccole cellule, ma non nei tessuti sani. Lo scorso aprile, AbbVie aveva fatto propri i diritti del farmaco attraverso l’acquisizione dell’azienda Stemcentrx .

Negli studi di fase I, rovalpituzumab tesirine aveva mostrato, tra le altre cose, un insolitamente alta percentuale di riduzione sostenuta delle dimensioni del tumore tra i pazienti affetti da tumore polmonare a piccole cellule che inizialmente avevano risposto al trattamento, ma che poi era recidivato.

“Siamo entusiasti di esplorare il beneficio potenziale della combinazione delle nostre immunoterapie con un farmaco target come Rova-T nel tumore del polmone a piccole cellule”, spiega Jean Viallet, a capo della ricerca oncologica di Bristol-Myers Squibb. “Questi pazienti necessitano di nuove terapie in quanto la loro malattia è particolarmente aggressiva e le opzioni terapeutiche sono limitate”.

“Crediamo che la combinazione di questi farmaci potrà offrire ai pazienti una nuove opzione di trattamento”, spiega Scott J. Dylla, vice presidente della ricerca e sviluppo di AbbVie. “Combinando gli inibitori di checkpoint con una terapia target che colpisce le cellula staminali tumorali, speriamo di raggiungere il nostro obiettivo di trovare un trattamento che offra benefici aggiuntivi rispetto alle terapie standard per questi pazienti”.