Causa su ceftobiprolo, J&J dovrà indennizzare Basilea

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Un tribunale olandese facente parte del Netherlands Arbitration Institute ha stabilito che Johnson & Johnson  (J&J) dovrà pagare a Basilea Pharmaceutica 130 milioni di dollari quale indennizzo per la causa circa l'antibiotico ceftopiprolo.

La società svizzera aveva scoperto il farmaco e aveva curato le fasi iniziali di sviluppo. Successivamente ne aveva ceduto i diritti all'americana J&J  che si era assunta la responsabilità di completare lo sviluppo e di commercializzare ceftobiprolo in tutto il mondo.

All'inizio dell'anno, però, J&J aveva restituito i diritti sul farmaco a Basilea dopo che le autorità regolatorie americane ed europee avevano deciso di non approvarlo evidenziato una serie di irregolarità nello sviluppo clinico. Basilea aveva incolpato J&J e aveva fatto causa alla società americana. Adesso un arbitrato ha deciso che J&J dovrà risarcire Basilea del danno subito.

Ora Basilea ha ripreso il controllo totale sul farmaco e cercherà di completare lo sviluppo e metterlo in commercio. Ceftobiprolo è la prima cefalosporina ad ampio spettro attiva nei confronti di una vasta gamma di batteri Gram positivi e Gram negativi e in generale nei confronti di germi particolarmente difficili che si riscontrano nelle infezioni contratte in ambiente ospedaliero tra cui lo Staffilococco Aureus Meticillino Resistente (MRSA) e lo Pseudomonas Aeruginosa.

La somma che J&J dovrà pagare rappresenta una bella iniezione di liquidità per Basilea Pharmaceutica, una piccola biotech svizzera nata nel 2000 da una costola di Roche.  Le azioni di Basilea in borsa valgono circa 648 milioni di dollari e lo scorso anno la società ha generato un fatturato di 27 milioni di dollari.