La società farmaceutica americana Celgene ha reso noto di aver siglato un accordo definitivo del valore di 2,9 miliardi di dollari per l'acquisizione Abraxis BioScience. Il prezzo che verrà pagato corrisponde a un premium price del 17% sull'ultimo valore di borsa.
Quest'ultima è una società biotech californiana focalizzata della discovery e nello  sviluppo di nuovi farmaci oncologici frutto del migliormento di farmaci già esistenti.  Abraxis ha sede a Los Angeles e occupa oltre 800 persone.

Tra i farmaci dell'azienda vi è Abraxane, un chemioterapico derivato di paclitaxel e basato su una nuova tecnologia a base di nanoparticelle. Il farmaco, approvato in Usa nel 2005 e a livello europeo nel 2008, è indicato per il trattamento di seconda linea del tumore al seno metastatico. Si tratta dell'unico farmaco in commercio di Abraxis e nel 2009 ha fruttato ricavi per 314,5 milioni di dollari. Nei primi 3 mesi del 2010, Abraxane ha generato ricavi per 88 milioni di dollari.

Nei piani di Celgene, entro il 2015 questa acquisizione dovrebbe incrementare i ricavi aziendali di un miliardo di dollari. Abraxane viene attualmente studiato anche per altri tipi di tumore come il melanoma e il carcinoma pancreatico.
Qualora venissero approvate queste nuove indicazioni, gli attuali azionisti di Abraxis riceveranno altri 650 milioni di dollari.
Nelle formulazioni tradizionali di paclitaxel vi sono sostanze che dissolvono paclitaxel ma che possono provocare effetti indesiderati. Abraxane non contiene queste sostanze; il farmaco è legato all' albumina in "nanoparticelle". In questo modo è più semplice preparare una sospensione di paclitaxel che può essere somministrata per infusione endovenosa (in vena). Le nanoparticelle possono inoltre influire sul modo in cui il medicinale viene distribuito all'interno dell'organismo, e pertanto sui suoi rischi e benefici, rispetto ai medicinali tradizionali contenenti paclitaxel.

Con questa tecnologia, denominata "nab(R)-Driven Chemotherapy", l'azienda sta sviluppando cinque altri chemioterapici in grado di garantire una elevata biodisponibilità.

Lo scorso anno Celgene ha fatturato 2,68 miliardi di dollari, in crescita del 20% sull'anno precedente. Il prodotto di punta dell'azienda è Revlimid, approvato per la terapia del mieloma multiplo, del linfoma  non-Hodgkin e delle leucemia linfatica cronica. Nel primo trimestre del 2010, il farmaco ha generato vendite per 530 milioni di dollari, ai quali si sono aggiunti 120 milioni di vendite di Vidaza e 104 di Thalidome Celgene.
Questa acquisizione si inserisce nell'ottica di di diversificazone e di ampliamento del portfolio di Celgene al di là del suo blockbuster lenalidomide (Revlimid) contro il mieloma multiplo. Se l'accordo con Abraxis sarà finalizzato, si tratterà della terza grossa acquisizione da parte di Celgene negli ultimi tre anni, dopo quella di Pharmion per 2,6 milioni di dollari e quella di Gloucester Pharma, costata di 640 milioni di dollari.