Celgene, il meglio deve ancora venire

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Ha conquistato le luci della ribalta alla recente conferenza “J.P. Morgan Healthcare” di San Francisco, il più importante appuntamento mondiale nel settore delle biotecnologie applicate alle scienze per la vita dove quest’anno oltre 300 aziende e 4mila investitori hanno presentato i loro programmi di sviluppo.

Parliamo di Celgene che attraverso il suo amministratore delegato, Robert Hugin, ha presentato i piani di crescita molto ambiziosi che in pochi anni la dovrebbero portare a raddoppiare il fatturato, dai 6 miliardi di dollari di vendite previsti per il 2013 a circa 12 miliardi. Il tutto entro il 2017. Ciò avverrà attraverso lo sviluppo dei propri farmaci oncologi e per l’ematologia e con nuovi anticancro e farmaci per la psoriasi.

Secondo quanto ha affermato Hugin, Celgene ha tre potenziali blockbusters, per i quali quest’anno si saprà con più precisione il possibile destino. Più in dettaglio, nel 2013 l’azienda cercherà di ottenere il via libera dall’Fda per pomalidomide (il brand sarà Pomalyst), un derivato della talidomide rispetto alla quale si è dimostrato più attivo e che è stato sviluppato per il mieloma multiplo recidinate o refrattario. Poi, depositerà il dossier per apremilast richidendone l'indicazione nella psoriasi e nell'artrite psoriasica e per il nab paclitaxel (Abraxane) chiedendone l’indicazione per il carcinoma pancratico (il farmaco è già approvato per il carcinoma alla mammella metastatico e per quello al polmone).

Per pomalidomide la decisione verrà presa dall’Fda entro poche settimane mentre l’Ema si esprimerà verso la fine del 2013. Per apremilast, se tutto andrà bene, il via libera Fda arriverà nella seconda parte dell’anno.

Apremilast è una “small molecule”  orale che inibisce l'attività della fosfodiesterasi 4 (PDE-4) e modula la produzione di molteplici mediatori pro e anti-infiammatori, tra cui il TNF-α, IL-23, IL-10 e altre citochine. Oltre che nella psoriasi e nell’artrite psoriasica viene attivamente sviluppato anche nella spondilite anchilosante, Behcet e artrite reumatoide. Per queste ultime due indicazioni è ancora in fase II mentre per la spondilite anchilosante è già entrato in fase III.

L’area dell’immunologia è la prossima frontiera dell’azienda e oltre ad apremilast comprende anche farmaci  in studio per il Lupus (CC-11050, in fase II), per malattie autoimmuni (AVL-292, entrato a far parte della pipeline Celgene lo scorso anno con l’acquisizione di Avila Pharmaceuticals costata $350 mln più pagamenti successivi per un totale massimo di $925 mln). L’azienda lavora anche sul Lupus discoide (JNK CC-930) e pomalidomide, oltre che nel mieloma multiplo, è studiato anche nella sclerosi sistemica.

Per quanto concerne i farmaci attuali, l’azienda americana ha fatto sapere che l’anti mieloma multiplo Revlimid nell’ultimo trimestre del 2012 ha superato il miliardo di dollari di vendite, il livello più ampio sinora raggiunto. Nel 2013 il farmaco dovrebbe raggiungere vendite di $4,1-4,2 mld, in crescita del 9-12% sullo scorso anno.

Per il 2017, l’azienda prevede vendite per $12 miliardi di dollari e profitti per azione di 13-14 dollari. L’azienda adesso in borsa vale circa 35 miliardi di dollari, niente male per una società nata nel 1986. Il mercato dà fiducia all’azienda che dall’inizio dell’anno, dunque in sole due settimane, in borsa è cresciuta del 22%. Ma per il CEO Bob Hugin “i migliori anni sono quelli che ci aspettano”.