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Celgene investe $1 mld nella immunoterapia del cancro

L’americana Celgene ha dato il via a una partnership decennale con Juno Therapeutics, annunciando un investimento di un miliardo di dollari volto a portare sul mercato le tecnologie messe a punto dalla piccola biotech che sfruttano il sistema immunitario per curare il cancro e le malattie autoimmuni.

I primi farmaci frutto di questo accordo potrebbero essere approvati già nel 2020. Dopo la notizia le azioni di Juno sono salite di oltre il 40 per cento arrivando a 65,75 dollari.

Come si legge in una nota, Celgene paghera' 93 dollari per azione, ovvero 850 milioni di dollari, per una quota del 10% di Juno, un premio del 100% circa rispetto alla chiusura di giovedì scorso. Nell'ambito di un accordo decennale, Celgene verserà subito altri 150 milioni di dollari in cambio del diritto di diventare partner commerciale di Juno su un'ampia gamma di prodotti.

Celgene avrà un consigliere di amministrazione nel Board di Juno e si riserverà l'opzione di comprare successivamente un'ulteriore quota del 20%.

Al centro della trattativa ci sono nuovi trattamenti che utilizzano la tecnologia di Antigen Receptor Technology (CAR-T) e quella dei farmaco sviluppato modificando i recettori dei linfociti T, aree “roventi” di immunoterapia che hanno portato al forte rialzo i prezzi delle azioni di diverse piccole aziende, come Juno , Kite Pharma e Bluebird Bio.

Secondo quanto afferma Bob Hugin amministratore delegato di Celgene "Juno ha le migliori tecnologie per le CAR-T cells e per i recettori delle cellule T “
I recettori delle cellule T (TCR) sono una classe di composti che rendono più facile per le cellule immunitarie identificare e distruggere le cellule tumorali. La tecnologia delle CAR-T cells consiste nel prendere le cellule immunitarie del paziente e modificarle in killer tumorali più potenti.

Celgene, che ha detto che non si aspetta che i costi dell’affare possano incidere sui profitti a breve termine, avrà la possibilità di acquistare fino al 30 per cento di azioni ordinarie di Juno tra il IX e il 10 ° anno di collaborazione, a condizione che tra il quarto e quinto anno  eserciti l'opzione di aumentare la sua quota al 19,9 per cento.

Ogni azienda avrà anche opzioni di collaborare su alcuni farmaci nel della pipeline dell’altra società, con i costi iniziali dipendenti dalla fase di sviluppo in cui si trovano.

Lo sfruttamento delle cellule T e di altri componenti del sistema immunitario per attaccare i tumori potrebbero avere effetti terapeutici drammatici, potenzialmente in grado di trasformare il mercato oncologico globale dei farmaci anticancro che oggi vale circa $100 miliardi.

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