Oggi la biotech Celgene ha sorpreso un po’ tutti gli analisti di Wall Street comunicando di essere già in grado di delineare le sue previsioni finanziarie fino al 2020, quando l'azienda prevede di aggiungere 20 miliardi di dollari di vendite nette e un utile per azione di 12,50 dollari, pari al triplo dell’attuale.

Celgene ha dato questo annuncio alla 33a JP Morgan Healthcare Conference che si sta svolgendo a San Francisco e che è la conferenza più antica e più grande del suo tipo. Vi sono riunite 300 delle più grandi società biotech, e aziende biofarmaceutiche che presentano i loro dati top-line e le stime a un ampio numero di banchieri, analisti, investitori istituzionali, hedge fund e giornalisti.

INTERVISTA DI FOX BUSINESS ALL'AD DI CELGENE

Per il 2014 i dati finali del bilancio, non ancora ufficializzato, dovrebbero essere i seguenti: Le vendite totali di prodotti nette in aumento del 19% a 7,56 miliardi dollari, vendite di Revlimid su del 16% a 4,98 miliardi dollari, vendite di Abraxane su del 31% a 848 miliardi dollari, vendite di Pomalyst su del 123% a 680 milioni dollari e vendite di Otezla, farmaco appena lanciato in Usa a $ 70 milioni. Utile per azione di 3,71 dollari, in crescita del 24% sull’anno precedente. Le stime di consenso degli analisti sono molto simili: 3,68 dollari in utili per azione e 7,66 miliardi dollari di fatturato per l'intero anno 2014.

Per il 2015, l’azienda americana prevede vendite di $ 9- 9,5 miliardi dollari (+ 22% sull’anno precedente) in rialzo rispetto ai $ 8,5 a 9,5 miliardi dollari precedentemente dichiarati, e perfettamente in linea con l'attuale stima di consenso da parte del mercato di 9,3 miliardi dollari.  Il manager americano ha anche detto che prevede di soddisfare o superare le precedenti stime per il 2017, anche se non ha rilasciato nuovi dati ufficiali, e ha fornito i numeri i del 2020 che abbiamo riportato poc’anzi.

Celgene ha reso noti i dati più recenti per il suo farmaco di punta, Revlimid, che nel 2015 dovrebbe raggiungere $5,6 -  $5,7 miliardi di fatturato. Non ha invece detto molto sui risultati del lancio americano di apremilast (Otezla), un farmaco per la psoriasi e l’artrite psoriasica con un meccanismo d’azione nuovo e innovativo. Bocche cucite, per ora, per il nuovo farmaci per il di Crohn, la terapia sperimentale GED-0301.

Celgene è ottimista circa lo sviluppo di nuove terapie oncologiche: la prima a base di linfociti T ingegnerizzati (CAR-T cells), l’altra, nota per ora con il codice AG-221, punta sul metabolismo delle cellule cancerogene ed è sviluppata con Agios Pharma. Hugin ha  detto che le partnership con  Acceleron Pharma e Agios sono state le "più importante aggiunta" alla pipeline della società nel 2014.

Secondo i piani aziendali, lo sviluppo di Celgene dovrebbe essere fortemente accelerato dalla disponibilità di un rivoluzionario trattamento nato in Italia e diretto contro le malattie infiammatorie croniche intestinali e noto per ora con la sigla GED-301.

Il farmaco, il cui nome generico è mongersen, ha completato la fase II con dati impressionati. In uno studio presentato lo scorso mese di ottobre alla United European Gastroenterology Week di Vienna e condotto su 160 pazienti con Crohn, utilizzato alla dose più altra (160 mg.) ha determinato un tasso di remissione del 65% vs 9,5 con placebo, bene al di là di quanto si ottiene con i farmaci anti TNF, già considerati molto potenti.

Hugin ha detto che Celgene spera di accelerare uno studio di Fase III di, per avere quanto prima disponibili i dati di un prodotto che potrebbe essere un importante concorrente per Humira e gli atri anti TNF.

Mongersen è un oligonucleotide antisenso diretto contro Smad7, una molecola fortemente espressa nelle aree infiammate dei pazienti con malattia di Crohn e in quelli con rettocolite ulcerosa. Il farmaco è altamente specifico in quanto inibisce selettivamente Smad7 e non altre molecole, ripristinando così alcuni meccanismi fisiologici anti-infiammatori, che non sono più funzionanti nei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali.

Per averlo lo scorso anno Celgene aveva siglato un accordo con la  società irlandese Nogra Pharma sborsando$710 milioni in cash ma l’accordo ha un valore complessivo potrebbe superare 2,5 miliardi di dollari. Se tutto va bene, questi soldi saranno più che decuplicati.