Continua lo shopping di Celgene che ha reso noto di aver concluso un accordo del valore di $7,2 mld per acquisire la società americana Receptos finalizzato ad irrobustire il suo portfoglio di farmaci per l’infiammazione e l’immunologia.

L’accordo prevede che Celegene acquisisca le azioni di Receptos per $232 ciascuna, con un premio del 41% rispetto al valore di borsa del 3 marzo, quando iniziarono a diffondersi le voci di una possibile acquisizione della società. L’intera somma sarà pagata in cash, non vi è concambio di azioni.

Se si considera che Receptos si è quotata in borsa due anni fa e che le azioni furono vendute a $14 l’una, per gli azionisti della prima ora l’investimento si è moltiplicato per 16 volte.

Secondo quanto dichiara Celgene, l’accordo incomincerà ad aumentare i ricavi aziendali a partire dal 2019.Gli analisti della società Wedbush Securities stimano che entro il 2020 ozanimod possa raggiungere ricavi annui per  $1,2 mld. Il CEO Di Celgene, Bob Hugin, è molto più ottimista e si spinge a prevederne vendite annue in un range di $4-6 mld.

Per Celgene, l’obiettivo principale dell’accordo è l’ottenimento di ozanimod, un nuovo modulatore del recettore della sfingosina 1-fosfato. Conosciuto anche con la sigla RPC1063, ozanimod è un potente modulatore del pathway del recettore della sfingosina 1-fosfato 1 (S1P1R) ed è candidato per il trattamento di patologie del sistema immunitario, tra cui sclerosi multipla recidivante (RMS) e malattie infiammatorie intestinali (IBD).

Poche settimane fa, nel corso della  Digestive Disease Week 2015, sono stati presentati i dati di fase II dello studio TOUCHSTONE condotto in pazienti con colite ulcerosa da moderata a grave. Il farmaco ha superato gli end point primari e secondari con un buon profilo di sicurezza.

Nel corso di una conferenza plenaria del congresso americano, Maria Abreu, dell'Università di Miami Health System, ha espresso ottimismo circa l'uso di modulatori dei recettori SP1 nella colite ulcerosa. “Tali modulatori  sequestrano le cellule T in modo che non possano uscire dall'intestino", ha spiegato. "Ozanimod interferisce sostanzialmente con la capacità delle cellule di riconoscere la via del ritorno al linfonodo. Presumibilmente si tratta di una nuova e migliorata versione di molecole che sono state utilizzate in modo efficace nella sclerosi multipla”.

Celgene ha fatto sapere che è attualmente in corso lo studio di fase III denominato TRUE NORTH i cui risultati sono attesi per il 2018.

Per quanto concerne l’altra importate area di sviluppo del farmaco, ovvero la sclerosi multipla, sono attualmente in corso due studi di fase III, RADIANCE e SUNBEAM RMS, i cui dati saranno disponibili per a prima metà del 2017. LIL deposito della domanda di registrazione dovrebbe avvenire l’anno successivo.

Ozanimod appartiene alla stessa classe di fingolimod, rispetto al quale sembra essere meglio tollerato.
In pochi anni, Celgene è diventata leader mondiale in ematologia con una presenza significativa anche in oncologia. La prossima importante area di sviluppo per l’azienda sarà però la immunologia e l’infiammazione.

In questo settore, Celgene è già presente con apremilast, una piccola molecola approvata per psoriasi e artrite psoriasica, già approvata da Fda ed Ema e con promettenti dati inziali di vendita.

Il farmaco sul quale l’azienda punta le sue carte per le patologie gastro intestinali è il mongersen, noto anche come GED-0301, un prodotto scoperto in Italia e comprato da Celgene nel 2014 per oltre $2,4 mld di cui $940 mln in cash.
Adesso con l’acquisizione di Receptsos la società mette un altro importante tassello ella costruzione del su future in questa area.


Danilo Magliano