Celgene si rafforza in neurologia e acquisisce i diritti di tre farmaci sperimentali

La società biofarmaceutica Celgene ha deciso di rafforzarsi in modo deciso nel settore delle malattie neurodegenerative, settore nel quale è già presente con il farmaco ozanimod in sviluppo per la sclerosi multipla ed altre patologie su base immunitaria.

La società biofarmaceutica Celgene ha deciso di rafforzarsi in modo deciso nel settore delle malattie neurodegenerative, settore nel quale è già presente con il farmaco ozanimod in sviluppo per la sclerosi multipla ed altre patologie su base immunitaria.

Dopo aver costituito un team di ricercatori esperti nel campo, adesso si sta concentrando sull’acquisizione di nuovi farmaci in licenza che puntano alla terapia dell’Alzheimer e altri disturbi neurologici.

Pochi giorni dopo aver investito $ 50 mln in un accordo di scoperta con Vividion Therapeutics che riguarda anche la neurodegenerazione, adesso Celgene ha acquisito i diritti di tre farmaci in fase preclinica della biotech irlandese Prothena. Il più importante è un programma che ha come bersaglio la tau, la proteina ritenuta uno dei principali responsabili nello sviluppo della malattia di Alzheimer.

L’accordo con Prothena prevede il pagamento di $ 100 mln in contanti più altri $ 50 mln in equity. Secondo il CEO di Prothena Gene Kinney, sul tavolo ci sono più di 2 miliardi di dollari complessivi potenziali a raggiungimento di vari traguardi, di cui $ 405 mln legati alle opzioni sui loro farmaci, nel momento in cui Celgene dovesse subentrare alla fine della Fase I.

Prothena sarà responsabile dell'avanzamento dello sviluppo delle nuove terapie dirette contro la proteina tau nell'Alzheimer, la proteina TDP-43 nella SLA e un terzo target per ora non rivelato.

Obiettivo Tau
Richard Hargreaves, a capo dell’area delle neuroscienze di Celgene, ha fatto notare in una dichiarazione come l’azienda stia sviluppando la sua notevole esperienza nella ricerca sulle proteine.

«La nostra collaborazione mette a frutto le competenze chiave di ciascuna azienda nell'omeostasi proteica e nella clearance delle proteine verso i bersagli che sono la causa alla base di molte malattie neurodegenerative e orfane», ha affermato. «I programmi su cui abbiamo scelto di collaborare hanno il potenziale per fornire risorse fondamentali per costruire nuovi approcci terapeutici a questi disordini neurologici attualmente non trattabili».