Inaugurato oggi a Parma, presso lo stabilimento produttivo di Chiesi Farmaceutici di Via San Leonardo, il nuovo reparto di produzione di Curosurf, un farmaco salva-vita interamente sviluppato e prodotto in Italia, presente sul mercato mondiale dal 1992.

L’investimento di oltre 35 milioni di euro ha innovato le tecnologie utilizzate per produrre il farmaco permettendo sia di raddoppiarne i volumi, che passeranno da 1 a 2 milioni di confezioni, sia di continuare a garantirne gli elevati standard di qualità e sicurezza.

“Abbiamo ritenuto necessario avviare questo progetto di ampliamento, investendo ulteriormente sul territorio italiano, per venire incontro ad una sempre maggiore richiesta di surfattante da parte dei diversi Paesi che attualmente serviamo” afferma il dottor Alberto Chiesi, Presidente di Chiesi Farmaceutici. “Siamo molto orgogliosi di ciò, perché conferma implicitamente il valore di un prodotto leader nella propria area terapeutica, con una quota di mercato pari al 73%. Siamo, inoltre, convinti della nostra scelta di continuare a produrre in Italia questo farmaco salva-vita, allineandone la produzione alle più avanzate tecnologie e ai più elevati standard di qualità”. Conclude Chiesi “Il modello produttivo del farmaco è un esempio di come la competenza e la professionalità italiane, quando correttamente indirizzate e sostenute, possano garantire qualità, sicurezza ed eccellenza, e competere con successo anche in mercati complessi e dalle aspettative molte alte”.

Con una superficie totale di oltre 2000 mq, divisi su 2 piani, il nuovo reparto produttivo ha completato il passaggio, iniziato con la prima ristrutturazione nel 2007, da scala di laboratorio a scala industriale. Trattandosi di un farmaco di estrazione biologica, esso è sensibile ai fattori ambientali e richiede quindi apparecchiature tecnologicamente avanzate, che mantengano il prodotto sterile e privo di qualunque contaminazione.

Per tale motivo il processo produttivo è di alto livello tecnologico e deve rispondere rigorosamente alle normative e agli standard di sicurezza imposti dalle autorità regolatorie.

Il progetto di ampliamento e innovazione del sito ha previsto, infatti, la rivisitazione del processo esistente, incrementando da un lato automazione e contenimento, e assicurando dall’altro la qualità (soprattutto in termini di sterilità, purezza e assenza di contaminazione) e la sicurezza, unitamente alla cura di limitare al minimo l’impatto ambientale grazie all’abbattimento preventivo di ogni possibile emissione inquinante.

Il farmaco ha contribuito alla posizione di leadership di Chiesi a livello internazionale nell’area neonatologica e, a dimostrazione di quanto l’eccellenza del made in Italy sia riconosciuta in tutto il mondo, è oggi commercializzato in 89 Paesi, compresi Europa, Russia, Cina e Stati Uniti.

Ad oggi questo prodotto ospedaliero, trattamento d’elezione per la RDS, ha permesso di trattare circa 3 milioni di neonati nel mondo affetti da questa grave insufficienza respiratoria causata dalla carenza di surfattante polmonare, una sostanza tensioattiva che riveste la superficie interna degli alveoli polmonari e consente ai polmoni di espandersi con facilità, evitandone il collasso durante le fasi espiratorie. Significativa anche la diminuzione della mortalità legata alla RDS, che è calata del 40% grazie al surfattante.

Parte dell’investimento totale di oltre 35 milioni di euro è stato riservato all’ammodernamento degli impianti di Opocrin, azienda modenese partecipata di Chiesi e specializzata nella ricerca e produzione di materie prime ad uso farmaceutico.