Nuovo accordo fra Novartis e la californiana Proteus Biomedical per lo sviluppo di nuovi devices che serviranno per migliorare la compliance dei pazienti trapiantati. Proteus sta mettendo a punto sistemi che consentono a dispositivi medici e farmaci di fornire un feed back circa la fisiologia del paziente e la compliance verso la terapia prescritta. 

Novartis si è assicurata i diritti per l'applicazione di questa tecnologia anche in ambito oncologico e cardiovascolare e la possibilità di utilizzarla per l'effettuazione di studi clinici. L'accordo prevede un pagamento immediato di 24 milioni di dollari e somme successive al raggiungimento di milestones regolatorie e commerciali.

La tecnologia messa a punto da Proteus comprende un sistema impiantabile denominato ChipSkin che monitorizza la performance di dispositivi medici impiantabili. L'altra tecnologia sviluppata dall'azienda prende il nome di IEM (ingestible event markers) e consente di realizzare farmaci intelligenti grazie ai sensori posti su barrette commestibili di silicio inglobate all'interno delle compresse. I sensori vengono attivati dai fluidi corporei e consentono di controllare la compliance alla terapia.
Quello appena siglato è il secondo accordo tra le due aziende.

Lo scorso mese di settembre, Novartis e Proteus avevano effettuato una serie di test preliminari su un altro sistema sviluppato da Proteus che prevede l'inserimento nella compressa di un farmaco antipertensivo (valsartan) di un microchip collegato via radio a una trasmittente fissata sulla spalla del paziente.
Grazie a questa tecnologia, il paziente viene aiutato a ricordarsi di assumere il farmaco perché in caso di dimenticanza il chip farà partire in automatico un SMS che arriverà al cellulare del paziente o di un suo famigliare. Alcuni test preliminari condotti su 20 pazienti in terapia con l'antiipertensivo valsartan ha aumentato la compliance dall'iniziale 30% fino all'80% dopo 6 mesi di utilizzo del nuovo sistema.