Un mercato farmaceutico che già oggi è il terzo al mondo con vendite annue che nel 2011 raggiungeranno i  50 miliardi di dollari. La prospettiva entro alcuni anni di superare il Giappone collocandosi al secondo posto, dopo gli Usa. Un mercato potenziale di 1 miliardo e 300 milioni di abitanti.

E’ questa la carta d’identità della Cina, uno dei paesi, insieme a Brasile, Russia e India, che compongono i BRICS, i mercati farmaceutici attualmente a maggior crescita mondiale, per l’effetto combinato della crescita demografica e dello sviluppo economico. I BRICS, tutti insieme, costituiscono un mercato farmaceutico da 127 miliardi di dollari (dati IMS del 2010).

Ecco perché per sbarcare in Cina “is never too late”. Lo ha detto Louisa Wong partner fondatore di Bò Lé Associates,  riferendosi ovviamente alle aziende farmaceutiche, e a quelle italiane in particolare, in occasione di un incontro con la stampa svoltosi recentemente a Milano. La società fondata dalla Wong si occupa di consulenza manageriale, in gergo “executive search” ed è al primo posto in Asia. I suoi 22 uffici, in cui lavorano oltre 500 persone, si occupano di trovare la persona giusta per il lavoro giusto, soprattutto per le aziende delle Life Sciences, cioè farmaceutiche e biotech.

In Italia è la Santulin & Partners che funge da sponda per la società cinese e che quindi fornisce un supporto concreto alle società italiane che intendono sbarcare in Cina. Chi lo vuol fare deve però sbrigarsi, ha detto Francesco Santulin fondatore della Santulin & Partners, prima che sia veramente troppo tardi. In quasi 20 anni, Santulin & Partners ha completato con successo un gran numero di progetti di ricerca di senior manager, prevalentemente per grandi gruppi industriali e tecnologici e per gruppi imprenditoriali, stabilendo così relazioni durature con realtà aziendali e top manager in vari settori, in Europa, negli Stati Uniti, e in Asia.

L’incontro con l’imprenditrice  cinese è stato anche un’opportunità per conoscere meglio le dinamiche del mercato farmaceutico cinese un settore in forte crescita nel quale le vendite di prodotti farmaceutici  negli ultimi 30 anni sono cresciute di circa 60 volte e tra il 2012 e il 2019 si pensa possano ancora crescere ad un tasso annuo del 19%. A quel punto, in termini di vendite, la Cina sorpasserà il Giappone.

Ma come è organizzato il sistema sanitario cinese, specie per quanto concerne i farmaci? Esiste una lista di farmaci rimborsati (“Essential Drugs List”) profondamente riformata nel 2009 e che attualmente conta circa 300 principi attivi, di cui 200 della medicina occidentale e un centinaio della medicina tradizionale cinese. Tale lista, che verrà estesa, ha consentito di ridurre di circa un terzo il prezzo dei farmaci.
Circa il 70% del mercato è costituto da farmaci generici. Le aziende multinazionali detengono il 20% delle vendite mentre il resto del mercato è occupato dalle circa 3500 aziende locali.

Il governo cinese sta anche facendo molto a tutela della proprietà intellettuale e adesso la copertura dei brevetti ha una durata di 20 anni.
C’è anche una forte spinta per una razionalizzazione del sistema distributivo farmaceutico e la Cina intende far si che rimanga un solo, al massimo due, grandi distributori nazionali e 20 distributori a carattere regionale. Circa l’80% dei farmaci, anche quelli che il paziente deve assumere a livello domiciliare, viene distribuita attraverso gli ospedali. Oltreché con la razionalizzazione dell’elenco dei farmaci rimborsati, il costo dei farmaci verrà ridotto anche attraverso gare a carattere nazionale effettuate  al ribasso attraverso la rete internet.

Il piano sanitario, che entro il 2011 punta a far si che il 90% delle persone abbia un copertura sanitaria, prevede anche la costruzione di 30mila (trentamila) tra ospedali, piccoli e grandi, cliniche e ambulatori medici.

L’enorme sviluppo del sistema sanitario cinese sta creando grandi opportunità per tutti gli operatori. Non solo quindi per le aziende produttrici di farmaci ma anche quelle di medical device e attrezzature ospedaliere.
Le prime 20 compagnie farmaceutiche mondiali sono tutte già presenti in Cina, sia con proprie filiali sia attraverso joint venture con aziende locali.

L’auspicio è che in questa grande opera organizzativa, l’Italia possa conquistarsi uno spazio più ampio di quello attuale che comunque vede impegnate già diverse aziende italiane. Tra esse, troviamo Bracco Spa, specializzata nei farmaci per l’imaging e con sedi a Beijing e Shanghai, Menarini Group presente in Cina a Beijing, con l’affiliata Berlin/Chemie Menarini, il gruppo Chiesi Pharmaceuticals, che in Cina ha una sede a  Shanghai e Zambon Group, con una sede commerciale a Shanghai e un sito produttivo a Haikou, nella provincia di Hainan situata nella parte più meridionale del paese.

C’è qualche altra azienda interessata al mercato farmaceutico cinese? Is never too late.