L’Italia è il secondo Paese europeo per export nel settore automobilistico, è ai primi posti nell’industria aerospaziale e nella produzione degli yacht, è quarta nella produzione di gioielli in oro e argento ma ancora più importante, è sul podio nell’export farmaceutico.

E’ così che si è aperta l’assemblea pubblica 2015 di Farmindustria svoltasi oggi a Roma presso il Teatro Argentina; un video del Ministero economico ha carpito subito l’attenzione dei partecipanti evidenziato la grandezza del nostro Paese a livello industriale.

L’assemblea di quest’anno ha come titolo “Le imprese del farmaco in Italia, Innovazione, Occupazione, Produzione per un Paese in salute” ed è proprio della salute industriale del nostro Paese su cui si sono confrontati rappresentanti del governo, parlamentari europei, AIFA e rappresentanti delle industrie farmaceutiche.
“E’ arrivata la ripresa del PIL in Italia dopo cali vicini al 3% bimestrali” ha dichiarato il Prof. Marco Fortis vice-presidente Fondazione Edison. “Considerando che ci sono Paesi che sono fermi nel quadro dello sviluppo farmaceutico, come Russia, Sud America, Cina, invece l’Italia con questo settore porta un contributo di 13,7 miliardi al sistema salute”.

I numeri sono cresciuti e il prof. Fortis ha evidenziato come c’è stato un aumento del 10% negli investimenti per i macchinari totali nell’industria e del 30% per gli investimenti in macchine utensili. 

Per quanto riguarda l’export farmaceutico in alcune regioni del Nord Italia si superano i 2 miliardi (soprattutto nelle città di Milano e Pavia ma anche in diverse città dell’Emilia Romagna). Il centro non va certo peggio, soprattutto nel Lazio e nelle marche (zona Ascoli Piceno). Nel sud si parla di valori di export intorno al miliardo di euro. 

“Volendo fare dei paragoni” ha sottolineato il prof. Fortis “la farmaceutica di Latina ha una crescita export di oltre 2 miliardi di euro come la crescita nel settore gomma e plastica mentre a Bari l’export farmaceutico ha superato il segmento della maglieria”.

"L’export è cresciuto ancora (+6% nel 2014, dopo +14% nel 2013 e +13% nel 2012) di 1,2 miliardi in un solo anno”, ha precisato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi.

“Il Jobs act ha funzionato. L’occupazione si è sbloccata anche nel settore del farmaco con 5000 nuovi posti di lavoro negli ultimi 12 mesi che superano di gran lunga gli obiettivi dei 1500 posti che ci eravamo posti”.

L’industria farmaceutica italiana da sola produce il 15% dei farmaci europei, seconda solo alla Germania e molto più avanti di Francia, UK e Spagna. 

E’ un’industria con più di 63 mila addetti diretti qualificati ed altrettanti nell’indotto che offre sviluppo e benessere nei territori in cui è presente. Negli anni della crisi dal 2010 al 2014, tale settore ha registrato una crescita dell’export di 8,1 miliardi di dollari. 

Nove aziende su 10 hanno introdotto innovazioni di processo o di prodotto. Non c’è un altro settore in Italia ad investire la stessa quota in ricerca e sviluppo.
Ci sono ovviamente dei problemi e delle difficoltà da affrontare e bisogna sfruttare il tempo che abbiamo a disposizione perché il tempo ha un importanza elevatissima nella vita di una persona.
E per evidenziare l’importanza del tempo, vogliamo chiudere questo articolo con una frase, una preghiera ebraica del CEO di FB, citata da Scaccabarozzi durante l’evento: “Non lasciare che io muoia mentre sono ancora vivo”.


Emilia Vaccaro