Come trasformare un antibiotico abbandonato da una grande azienda in un farmaco di grande successo che nel giro di qualche anno anno porrebbe raggiungere e superare il miliardo di dollari di fatturato.
E' questa, in sintesi, la storia di Cubist, una società biofarmaceutica americana che nel 1997 ha rilevato da Eli Lilly l'antibiotico Cubicin, un farmaco che non sembrava avere chance di sviluppo.

Eli Lilly aveva ceduto il farmaco a Cubist perché i primi test sull'animale avevano evidenziato l'insorgenza di danno muscolare. Il farmaco non sembrava quindi avere nessuna prospettiva. Gli scienziati di Cubist invece avevano intravisto l'opportunità di sviluppare un nuovo antibiotico attivo contro le infezioni da Stafilococco Aureus Meticillino Resistente (MRSA), una tipologia di infezioni ospedaliere che poi si è rivelata in forte crescita. Le infezioni da MRSA rappresentano circa il 5% delle infezioni ospedaliere e hanno una mortalità elevata.
Il rischio di danni muscolari venne ridotto passando a una sola somministrazione giornaliera al posto delle due che venivano utilizzate nei test di Lilly. Vi fu anche una variazione di dosaggio.
Il tutto evidentemente ha funzionato e lo scorso anno il farmaco ha registrato vendite mondiali per $414,7 milioni, in crescita del 45% sull'anno precedente.

Il successo del farmaco è anche facilitato dal ritardo dei potenziali concorrenti. Si tratta di dalbavancin, entrato a far parte della pipeline di Pfizer nel 2005 grazie all'acquisizione di Vicuron, costa 1,9 miliardi di dollari. Il 9 settembre del 2008, l'azienda ha ritirato la domanda di registrazione perché la FDA ha richiesto l'effettuazione di un altro studio clinico.
L'altro potenziale concorrente che non riesce ancora ad entrare in commercio è il ceftobiprolo (Zeftera), sviluppato congiuntamente da Basilea Pharmaceutica e Johnson & Johnson. Quest'ultima  per entrare nell'affare nel 2005 aveva sborsato 308 milioni di dollari. In questo caso l'FDa ha richiesto un audit dei dati degli studi.
C'è poi anche telavancin sviluppato dalla società Theravance alla quale l'FDA prima di concedere l'approvazione ha chiesto di mettere a punto un piano di minimizzazione dei rischi.

Cubist, che ha sede a Lexington, nel Massachusetts, ha siglato accordi commerciali per la vendita di Cubicin con Novartis,  AstraZeneca e Merck & Co. Nel mese di aprile si era parlato di un possibile take over da parte di Novartis, subito smentito dall'azienda che dice invece di voler cercare altri farmaci antiinfettivi di utilizzo ospedaliero per completare il proprio listino.
Recentemente, Cubist ha intentato causa a Teva che aveva messo in vendita una versione generica del farmaco. Se vincesse la causa, le azioni di Cubist che adesso valgono circa 18 dollari potrebbero salire fino a 30.