Arriva dalle terre ghiacciate dell’Islanda un nuovo protagonista nel mercato nascente dei biosimilari. Si tratta di Alvitech, società affiliate ad Alvogen, azienda americana a capitale privato che opera nel settore dei generici.

Per creare la nuova società sarà necessario un investimento di $250 milioni, che serviranno per la messa a punto di uno stabilimento produttivo di 11.800 m2 che sarà operativo a partire dal 2016 e che verranno utilizzati anche per la realizzazione degli studi clinici necessari alla registrazione dei biosimilari che l’azienda intende sviluppare e che per ora non ha reso noti.

Alvogen e Alvotech sono state fondate da Robert Wessman, il protagonista del successo di Actavis, azienda  che poi lascio 4 anni prima della sua vendita a Watson. In soli 7 anni, Wessman fece di Actavis un gigante del settore dei generici, portandola da $57 milioni di fatturato a $1,6 miliardi, con un valore di borsa di $3 miliardi. Ovviamente, il manager islandese spera di ripetere la storia anche nelle sue due nuove società ed è già sulla buona strada visto che Alvogen ha già raggiunto un fatturato annuo di circa 500 milioni.

Wessman ha affermato che l’Islanda è un’ottima sede per questo tipo di produzioni, pochè si trova a metà strada fra Usa ed Europea. Ma vi è è anche un altro motivo a favore dell’Islanda. La legislazione di quel Paese assicura ai farmaci una scarsa protezione brevettuale e quindi nel paese possono essere effettuate senza costrizioni le produzioni di farmaci già scaduti di brevetto da qualche parte del mondo dove poi vengono spediti.

Le aziende che già operano nel settore dei biosimilari sono la Sandoz, braccio di Novartis per generic e biosimilari, Hispira, che opera insieme alla coreana Celltrion, e Teva, entrata in possesso della tecnologia con l’acquisizione di Ratiopharm. A questa pattuglia di aziende, Wessman spera di aggiungere presto la sua.

Il mercato dei biosimilari è estremamente attraente perché entro il 2020 scadranno i brevetti di farmaci biotech che oggi generano fatturati anui intorno ai $100 miliardi. Esso presenta però anche grandi difficoltà, sia tecnologiche, legislative - specie in Usa- e di mercato.