Boehringer Ingelheim ed Eli Lilly hanno annunciato di aver depositato all'Ema la domanda di registrazione per il nuovo antidiabetico empagliflozin e che l'agenzia europea ha accettato di esaminare la pratica. Pochi giorni fa era avvenuto anche il deposito all'Fda. Empagliflozin inibisce l'SGLT2 (co-trasportatore di sodio/glucosio).

Bloccando l'attività del SGLT2, si inibisce il riassorbimento del glucosio a livello renale, causandone l'escrezione nelle urine. Questa specifica inibizione degli SGLT2 consente di prevenire il riassorbimento del glucosio a livello tubulare, inducendo glicosuria, un fenomeno completamente indipendente dalla secrezione di insulina. Grazie alla riduzione della concentrazione di glucosio, viene migliorata la funzione beta-cellulare e, a lungo termine, è possibile osservare un miglioramento della sensibilità insulinica.

Gli studi clinici ad oggi disponibili hanno dimostrato che gli inibitori del SGLT-2 riducono la glicemia eliminando il glucosio in eccesso con le urine indipendentemente dalla resistenza all’insulina o dalla funzionalità delle cellule beta pancreatiche.

Empagliflozin è attualmente in fase di valutazione in un programma di studi clinici di Fase III che prevede l’arruolamento di più di 14.500 pazienti. Il programma comprende otto studi internazionali di Fase III, fra cui un ampio studio sugli esiti cardiovascolari. Gli studi cardine per empagliflozin sono stati completati nel 2012 e i dossier registrativi verranno inoltrati alle autorità regolatorie statunitensi ed europee nel corso del 2013.