La società Indiana Dr. Reddy's Laboratories sta pianificando l’introduzione dei propri biosimilari nei mercati dei paesi sviluppati. Lo ha affermato il chairman dell’azienda K Anji Reddy, che ha dichiarato come le vendite di biosimilari prodotti dalla sua azienda lo  scorso anno sono aumentate del 45% arrivando a 26 milioni di euro.

L’attuale portfolio di biosimilari di Dr. Reddy comprende filgrastim, peg-filgrastim, rituximab e darbepoetin alfa, farmaci che vengono venduti in 13 mercati cosiddetti “emergenti”. L’azienda è in attesa di approvazione per questi farmaci in altri 20 paesi e sta facendo progressi anche nei mercati molto regolati dal punto di vista normativo, che sono proprio i paesi occidentali dove questi farmaci potranno realizzare in futuro fatturati consistenti.

Poche settimane fa, la tedesca Merck Serono ha siglato un accordo di collaborazione con Dr. Reddy’s finalizzato allo sviluppo di farmaci biosimilari, in oncologia, soprattutto anticorpi monoclonali. La partnership riguarda sviluppo, produzione e commercializzazione di questi farmaci destinati nel giro di qualche a ricoprire un spazio di mercato importante.  L’accordo prevede che nella fase inziale di sviluppo e fino al completamento della fase I la guida del progetto sia nelle mani di Dr. Reddy’s , dopodiché sarà Merck Serono a fare tutti i passi successivi, di tipo clinico e regolatorio, necessari per ottenere lì’approvazione alla commercializzazione. I costi di R&S saranno suddivisi equamente tra le due società.


Dr. Reddy fa rilevare come l’oncologia che attualmente conta 177 prodotti biologici, sia l’area di maggior interesse per lo sviluppo e la commercializzazione di biosimilari.

Secondo la European Generic Medicines Association, l’europa intende risparmaire 1,6 miliardi di euro con l’introduzione di 6 nuovi biosimilari, e in Usa il Governo conta di risparmiare 25 miliardi di dollari entro il 2018, proprio grazie all’introduzione dei biosimilari, sbloccati dalla legge voluta dal presidente Obama (Affordable Care Act) recentemente confermata anche dalla Corte suprema.