L’americana Eli Lilly ha deciso di interrompere lo sviluppo dell’anticorpo monoclonale tabalumab che era in studio nella terapia dell’artrite reumatoide.La ragione della decisione risiede nella manzanza di efficacia evidenziata poche settimane fa quando furono resi noti i dati dello studio FLEX-M.

FLEX-Mi era uno di tre trial registrativi condotti sul farmaco. L’analisi ad interim dei dati di questi trial non ha dato i risultati sperati confermando la mancanza di efficacia e l’azienda ne ha tratto le conseguenze. Tutti gli studio di fase II e III condotti nell’artrite reumatoide verranno interrotti.

Attualmente il farmaco rimane in studio anche per la cura del lupus eritematoso.

Non è certo una buona notizia, specialmente per Lilly che deve affrontare la scadenza dei brevetti su una parte significativa del proprio listino. Nell’ottobre del 2011 era scaduto il brevetto su Zyprexa, fino ad allora il prodotto numero uno dell’azienda. Nel mese di dicembre del 2013 scadrà anche il brevetto sull’antidepressivo Cymbalta.

Tabalumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che ha come target il fattore di attivazione dei linfociti B denominato BAFF (B cell activating factor of the TNF family). Il fattore BAFF detto anche APRIL, prodotto dalle cellule stromali dei linfonodi o da altre cellule mieloidi attivate contribuisce in modo significativo alla sopravvivenza delle plasmacellule che esprimono il recettore BCMA, antigene di maturazione B cellulare che ha un ruolo nella patogenesi delle malattie autoimmuni.