Eli Lilly, Lechleiter lascia, David Ricks nuovo CEO

Dopo 35 anni passati in Lilly, di cui gli ultimi 8 come amministratore delegato, l'attuale CEO John C. Lechleiter si ritirerà dalla sua posizione alla fine dell'anno, sostituito da David A. Ricks, attuale presidente di Lilly Bio- Medicines. Il manager era entrato in Lilly nel 1979 come chimico organico, ed è diventato il CEO dell'azienda nell'aprile 2008.

Dopo 35 anni passati in Lilly, di cui gli ultimi 8 come amministratore delegato, l’attuale CEO John C. Lechleiter si ritirerà dalla sua posizione alla fine dell'anno, sostituito da David A. Ricks, attuale presidente di Lilly Bio- Medicines. Il manager era entrato in Lilly nel 1979 come chimico organico, ed è diventato il CEO dell’azienda nell'aprile 2008.

Lechleiter si dimetterà anche dalla carica di presidente, pur continuando a servire come presidente non esecutivo fino al 31 maggio, 2017, momento in cui lascerà anche questa carica.

La società ha indicato che il consiglio di amministrazione eletto all'unanimità Ricks ad assumere il ruolo di presidente e amministratore delegato, che saranno effettivi dall'inizio del 2017 " Questo  è il momento logico per una transizione nella leadership aziendale -ha osservato Lechleiter- dopo il nostro recente periodo difficile di scadenze di brevetto si riparte per una nuova era di crescita", aggiungendo "Ricks è un leader capace, deciso ed energico, molto ben preparato per avere successo come CEO ".

Proprio ieri. Lilly ha comunicato i dati trimestrali che evidenziano vendite in crescita del 9% migliori del previsto, alimentate dai nuovi farmaci, e ha previsto una crescita media annua dei ricavi di almeno il 5 per cento fino alla fine del decennio a causa della sua crescente elenco di nuovi farmaci.

Sembra quindi alle spalle, l’epoca della “patent cliff” cioè della erosione delle vendite determinata dalla progressiva genericazione dei farmaci che avevano decretato il successo dell’azienda negli scorsi anni, come Zyprexa e Cymbalta.  Pur senza effettuare nessuna grossa acquisizione, Lilly è riuscita a rafforzare la propria pipeline e adesso inizia a raccogliere i frutti del proprio lavoro.

Tra i nuovi farmaci che iniziano a dare concreti risultati di vendita abbiamo Cymraza (cancro allo stomaco) che nell’ultimo trimestre ha raggiunto vendite di $147 milioni.

Anche il settore del diabete dà nuove soddisfazioni a Lilly. Il GLP-2 agonista Trulicity (dulaglutide) fa segnare vendite per $201,3 milioni. Bene anche Jardiance, il primo antidiabetico ad aver dimostrato una riduzione della mortalità per cause cardiovascolari. Inizia a segnare le prime vendite anche Basaglar, insulina biosimilare, copia dell’insulina glargine (Lantus di Sanofi).

Bene anche il nuovissimo antipsoriasi Taltz, lanciato lo scorso mese di aprile e che fa segnare vendite per $19,3 milioni.

Nel corso di un periodo di 10 anni conteggiati a partire dal 2014, l’azienda ritiene di poter lanciare 20 o più nuova medicinali. Questi 20 lanci coprono le cinque aree terapeutiche in cui Lilly si è concentrata: diabete, oncologia, neurodegenerazione, immunologia e dolore. E la crescita dei ricavi da questi nuovi lanci di prodotto sarà rafforzata da nuove indicazioni ed estensioni di linea, che in media saranno due all'anno.

Quella che Lechleiter lascia in eredità è una Lilly forte dello slancio di tanti nuovi farmaci e di una pipeline ricca di promesse. Molto analisti in passato lo avevano accusato di non essere sufficientemente dinamico per non essere mai entrato nella giostra delle acquisizioni, come molte altre big pharma. Bisogna riconoscergli che Lilly ce la sta facendo con le sue sole forze, basandosi sullo sviluppo interno e su alleanze di lungo periodo, come quella con Boehringer.