Mentre la quasi totalità delle Big Pharma ha deciso di delocalizzare la ricerca o di realizzarla in outsourcing o in partnership con piccole biotech o centri universitari, Lilly punta tutto sulla propria ricerca interna anche se con modalità innovative.  Nel 2011 l’azienda ha speso oltre 5 miliardi di dollari e sta per aprire due nuovi centri di ricerca e sviluppo a Londra e Shangai.

I risultati per ora sembrano dare ragione a questa strategia perché con 12 molecole in fase III, Lilly ha la più icca pipeline di tutta la sua storia. Si tratterà di vedere quante di queste molecole diventeranno farmaci e potranno entrare in terapia. La scommessa è tutta qui.

Eli Lilly ha risposto alla crisi economica internazionale con un aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo: nel 2011 è stato di 5,021 miliardi di dollari, pari al 21% del fatturato, con un aumento del 3% rispetto al 2010. Questo importante investimento si traduce anche in una maggiore efficienza dell’attività di ricerca dell’azienda: negli ultimi 5 anni la percentuale di molecole che ha raggiunto la fase III di sperimentazione è più che raddoppiata, passando dal 17% al 41%.

Le nuove frontiere delle neuroscienze e i trattamenti di alcune delle malattie più diffuse sono le sfide che l’azienda raccoglie con questo importante impegno di risorse economiche e di competenze tecnico scientifiche. Oggi sono complessivamente 63 le nuove molecole in sperimentazione, nell’ambito delle malattie mentali, di quelle metaboliche ed autoimmuni, oltre che nelle neoplasie.
“Lilly è uno dei maggiori investitori in Ricerca e Sviluppo del settore farmaceutico” spiega Andrew Hotchkiss, Presidente della Bio-medicines Business Unit Australia, Canada, Europa “di circa 38.000 dipendenti in tutto il mondo, 7.400 sono impegnati nel settore Ricerca e Sviluppo. In questo settore, nel 2011 sono stati spesi 5.021 milioni di dollari, il 3% in più rispetto all’anno precedente”. Si tratta di risorse importanti, soprattutto se si considera che “il costo medio per scoprire/sviluppare un nuovo farmaco supera il miliardo di dollari” continua Hotchkiss “che dalla scoperta di una nuova molecola alla disponibilità della terapia da parte del paziente trascorrono tra 10 e 15 anni, e che in media solo una su 10.000 molecole testate conclude positivamente questo percorso di sperimentazione.

I due nuovi centri di ricerca a Londra e Shangai
Il 30 aprile 2012 è stato inaugurato il nuovo centro di ricerca per le Neuroscienze Lilly che si trova a Erl Wood, nel Surrey “Nel nuovo centro Lilly per le Neuroscience Cognitive (CCN) si concentrerà l’impegno di un consorzio di scienziati che operano nell’industria e in prestigiose università”. Si tratta delle Università di Oxford, Cambridge, Kings College di Londra, Bristol, Cardiff, e Maynooth in Irlanda. Il centro di ricerca Lilly collabora con alcune delle più prestigiose strutture accademiche italiane: l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, quella di Bologna, di Torino, la Statale di Milano e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.

“Qui la ricerca scientifica assorbe risorse imponenti: 130 milioni di sterline nel 2009/2010“ sottolinea la dottoressa Sarah Chatam, Managing Director del Centro Ricerche Lilly UK “Il nuovo laboratorio - frutto di un investimento di 5,4 milioni di sterline, che si aggiungono alle oltre 100 milioni di sterline investite negli ultimi dieci anni in strutture ed attrezzature del sito alle porte di Londra - ospita ricercatori che si dedicano alla scoperta e alla sperimentazione di nuove molecole nell’ambito delle neuroscienze ed in particolare morbo di Alzheimer e di Parkinson, schizofrenia, disturbi dell’umore e disturbi del sonno”. Nella sede britannica alle porte di Londra lavorano complessivamente alla scoperta ed allo sviluppo di nuovi potenziali farmaci oltre 600 persone, di più di 30 diverse discipline e di 45 differenti nazionalità: qui l’integrazione dà i suoi frutti”.

Eli Lilly and Company annuncia anche l’apertura del nuovo centro di Ricerca e Sviluppo in Cina, a Shangai, dove lavoreranno 150 tra ricercatori ed operatori, soprattutto cinesi. In Cina, Lilly è cresciuta da 13 dipendenti nel 1993 ai 3000 di oggi. L'obiettivo principale di questo centro è quello di scoprire farmaci innovativi per il trattamento del diabete individuando in particolare nuovi meccanismi d'azione che possono essere adattati alla popolazione cinese per ritardare la progressione della malattia. Il diabete è un importante problema di sanità pubblica nazionale in Cina, ne sono affetti quasi 90 milioni di cittadini, soprattutto a causa di uno stile di vita sedentario, oggi diffuso nel Paese emergente. Le differenze nel corredo genetico di pazienti asiatici, poi, possono svolgere un ruolo importante nello sviluppo e nella progressione del diabete: studiare queste differenze è una priorità per i ricercatori del nuovo laboratorio. Ad esempio, i cinesi con diabete hanno un indice di massa corporea (BMI) significativamente più basso rispetto agli americani con la stessa malattia. I cinesi con diabete tendono anche ad avere una maggiore prevalenza di obesità addominale, fegato grasso e insulino-resistenza rispetto ai non-asiatici affetti da tale malattia. "Il diabete ha raggiunto proporzioni epidemiche in Cina - ci sono più persone in Cina con diabete che in qualsiasi altro paese del mondo, con ben tre quarti di essi che non hanno un adeguato controllo della loro malattia", ha detto Betty Bei Zhang, vice presidente, Direttore Generale del nuovo sito di ricerca in Cina.

Arriva la piattaforma aperta digitale per la ricerca e sviluppo: validazione a monte delle sperimentazioni.
Eli Lilly ha lanciato una nuova piattaforma per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci, disegnata sia per costruire la pipeline Lilly del futuro sia per identificare le molecole che potranno trovare utilizzo nei progetti filantropici. Molti scienziati hanno a disposizione dati clinici su molecole che ne mostrano il grande potenziale di sviluppo tale da mettere a punto nuove terapie; tuttavia per una serie di ragioni, tra cui la mancanza di risorse o le barriere che non permettono di intraprendere un reale processo di scoperta di un nuovo farmaco, non sono in grado di portare avanti le ricerche come vorrebbero. La Piattaforma Aperta per la Scoperta di Farmaci è stata disegnata in modo da minimizzare questi ostacoli, supportare la ricerca e potenziare l’innovazione.

La Piattaforma si avvale di un sito web protetto che mette a disposizione dei ricercatori strumenti informatici ad hoc in grado di supportarli nell’individuazione e nella selezione delle molecole. Una volta che il ricercatore ha sottomesso la molecola attraverso il sito, e accertato che la molecola risponde a determinati pre-requisiti, la Piattaforma Lilly la testa gratuitamente attraverso una serie di verifiche di tipo biologico che ne valutano l’unicità e il potenziale per essere successivamente sintetizzata in farmaco. Allo scienziato viene poi fornito un rapporto di dati completo.