A poco meno di due anni dall’inaugurazione del polo produttivo di insuline, Eli Lilly rilancia la scommessa sull’Italia e mette sul piatto altri importanti investimenti nello stabilimento di produzione fiorentino, grazie ai quali sarà raddoppiata la capacità produttiva di insuline e farmaci analoghi e aumenterà il già elevato livello tecnologico del polo biotech, rafforzando il peso economico e occupazionale di uno dei maggiori centri biotecnologici d’Europa.

E’ lo stesso John Lechleiter, CEO Eli Lilly and Co dell’azienda che nel 2009 aveva ufficialmente inaugurato l’impianto produttivo italiano, a dare l’annuncio in occasione di una conferenza stampa che si è tenuta oggi presso la sede italiana della Eli Lilly, alla presenza dei rappresentati del mondo politico, economico e scientifico, i quali hanno accolto la notizia come segnale di fiducia rinnovata nei confronti dell’Italia e hanno sottolineato il vantaggio competitivo che questo investimento può offrire per i pazienti, per il territorio e per l’intero comparto farmaceutico. 

“Sono trascorsi due anni dal nostro ultimo incontro, quando annunciai che Lilly aveva realizzato qui in Italia uno stabilimento di produzione altamente tecnologico e innovativo. Allora stavamo valutando l’ipotesi di attuare in questo Paese un ulteriore ampliamento per un valore di 60 milioni di euro” così ha cominciato oggi John Lechleiter “Oggi ho il piacere di comunicarvi non solo l’investimento aggiuntivo è stato confermato ma che è stato anche incrementato”.

Un potenziamento che è passato da 60 a 82 milioni di euro con i quali Eli Lilly raddoppierà la produzione di insuline da DNA ricombinante e prodotti analoghi rafforzando il suo ruolo di centro ad alto valore innovativo: il nuovo impianto verrà realizzato con le tecnologie più avanzate disponibili sul mercato per prodotti iniettabili da biotecnologia, con particolare attenzione alle soluzioni per l’assicurazione della qualità e della sterilità del prodotto e al tempo stesso per la minimizzazione degli errori umani. Le insuline di ultima generazione “Made in Italy” verranno esportate raggiungendo così una percentuale del 95% di export su totale prodotto a Sesto Fiorentino e andranno a servire sia mercati europei che extra europei.

Il potenziamento permetterà a Lilly non solo di raddoppiare ma anche di differenziare la produzione: verrà istallata una nuova linea che assemblerà dispositivi monouso per l’iniezione di insulina ad altissima precisione, le così dette “penne” pre-riempite studiate per andare incontro alle esigenze dei pazienti diabetici; il nuovo impianto di assemblaggio verrà realizzato con tecnologie robotizzate ad alta precisione e con un elevato livello di automazione di processo e computerizzazione integrata. I volumi di produzione annuali raggiungeranno così i 70 milioni di cartucce di insulina e 45 milioni di penne.

“Oggi ho l’immenso piacere di fare un ulteriore annuncio: l’apertura nel 2012 sia della seconda linea di produzione che della nuova linea di assemblaggio delle penne per in-sulina. Vi aspetto l’anno prossimo all'inaugurazione” ha concluso John Lechleiter.

“L’aspetto ancor più rilevante di questo polo in espansione è, oltre al quanto, anche il cosa si produce qui: spesso ci si dimentica quanto sia importante l’insulina nonostante si tratti del farmaco salvavita per i milioni di pazienti diabetici in Italia nel mondo. E il polo biotech della Eli Lilly è l’unico stabilimento di produzione di insuline presente nel nostro paese”  ha spiegato durante la conferenza stampa Renato Lauro, Rettore dell'Università di Roma Tor Vergata.

“Oggi il centro biotech di Sesto Fiorentino crea valore non solo per gli investimenti che attrae in Italia e le cure che offre ai malati di diabete di tutto il mondo, ma per l’indotto che genera” così ha spiegato l’investimento Patrik Jonsson, presidente e amministratore dele-gato di Eli Lilly Italia: “Essendo un centro ad alta tecnologia, crea opportunità di business per altre società. Alcune delle aziende che riforniscono lo stabilimento di Sesto Fiorentino hanno cominciato a fare affari anche negli Stati Uniti, con un effetto spin-off notevole per le imprese toscane e italiane. Inoltre, per ogni persona assunta nel centro di Sesto Fiorentino, si crea un altro posto di lavoro al di fuori della Eli Lilly Italia”.

La ricaduta occupazionale dell’ampliamento annunciato oggi è significativa: le nuove linee impiegheranno circa 100 persone aggiuntive altamente qualificate , 70 persone lavore-ranno sulla seconda linea di produzione e altre 30 sulla linea di assemblaggio dei di-spositivi per l’insulina. Lilly ha inoltre nuovamente investito in programmi di sviluppo delle competenze del personale.

“Eli Lilly” afferma  Sergio Dompé, Presidente di Farmindustria “continua a credere nel no-stro Paese, con un aumento di investimenti nell’impianto di Sesto Fiorentino.
Si pone così come esempio di integrazione della vocazione hi tech del Paese, della qualità delle sue Risorse umane e delle eccellenze presenti in Toscana  e, più in generale, in Italia. È così che contribuisce significativamente,  insieme alle altre imprese attive sul territorio, alla crescita dell’export farmaceutico della provincia di Firenze di oltre il 40%.

Una eccellenza produttiva biotech che valorizza l’intero sistema industriale e scientifico del Paese. Per questo occorre impegnarsi perché investimenti come questo siano confermati e ampliati anche altrove in Italia.  Con una politica adeguata che rafforzi e dia seguito a misure come quella sul credito d’imposta alla Ricerca approvata recentemente dal Consiglio dei Ministri.”

Data la significatività dell’evento, la conferenza ha visto la partecipazione delle rappre-sentanze del mondo istituzionale che hanno dato una lettura dell’annuncio dal punto di vista politico e socio economico. Sono intervenuti in qualità di relatori anche Teresa  Petrangolini (Segretario Generale CittadinanzAttiva), Giuseppe Tripoli (Capo Diparti-mento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione Ministero dello Sviluppo Economia) ed Enrico Rossi (Presidente regione Toscana).