Eli Lilly si espande nella diagnostica per l'Alzheimer

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La multinazionale Eli Lilly ha reso noto di aver siglato un accordo per l'acquisizione di Avid Radiopharmaceuticals, società americana con sede a Philadelphia specializzata nell'imaging molecolare per lo studio delle malattie croniche.  L'acquisizione, avvenuta a un prezzo di 300 milioni di dollari, permetterà a Lilly di accedere a una serie di piattaforme diagnostiche per lo studio di molte malattie, come Alzheimer, Parkinson e il diabete.

Avid potrà ricevere ulteriori somme, fino a un massimo di 500 milioni di dollari al raggiungimento di milestones prefissate, soprattutto in base all'andamento dello sviluppo di florbetapir, un agente diagnostico sviluppato per l'imaging della malattia di Alzheimer. Finora il prodotto è stato oggetto di una dozzina di studi che hanno arruolato circa 700 pazienti.

La domanda di registrazione di florbetapir è stata da poco depositata all'Fda. Attraverso la tomografia a emissione di positroni (PET), il farmaco, disponibile per via iniettiva, servirà per individuare i depositi cerebrali di β amiloide, la proteina ritenuta il principale agente causale dell'Alzhimer.

Per identificare la presenza delle placche di amiloide attualmente non vi è altra maniera che attendere il decesso del paziente ed effettuare un'autopsia. Se approvato, florbetapir dovrebbe consentire importanti passi in avanti per la ricerca di base e la terapia precoce della malattia.

Il ruolo della proteina beta amiloide nello sviluppo della malattia dell'Alzheimer è però ancora da definire esattamente. Molti scienziati ritengono che essa sia una causa o una delle possibili cause, altri pensano che sia un effetto della malattia. La cosa fa una enorme differenza in termini di prevenzione e cura.

Nonostante nel mese di agosto abbia dovuto interrompere lo sviluppo di semagacestat, Lilly ha diversi altri farmaci in sviluppo per la terapia della malattia di Alzheimer. Tra i farmaci in fase più avanzata vi è solanezumab, un anticorpo monoclonale che ha come target la proteina beta amiloide.

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