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Eli Lilly taglia 3500 posti nel quadro di un piano globale di riorganizzazione

Eli Lilly ha fatto sapere che prevede di ridurre la propria forza lavoro di circa 3500 unitÓ, pari a circa l' 8% del totale, nell'ambito di un'iniziativa volta a razionalizzare le operazioni, puntando in modo pi¨ efficiente a concentrare le risorse sullo sviluppo di nuovi farmaci. L'azienda ha osservato che con questa decisione prevede un risparmio annuo di circa 500 milioni di dollari che inizierÓ ad essere realizzato nel 2018.

Eli Lilly ha fatto sapere che prevede di ridurre la propria forza lavoro di circa 3500 unità, nell'ambito di un'iniziativa volta a razionalizzare le operazioni, puntando in modo più efficiente a concentrare le risorse sullo sviluppo di nuovi farmaci. L'azienda ha osservato che con questa decisione prevede un risparmio annuo di circa 500 milioni di dollari che inizierà ad essere realizzato nel 2018.

I tagli rappresentano circa l'8% della forza lavoro globale di Lilly, che alla fine del 2016 contava quasi 42mila dipendenti, secondo un documento presentato alla SEC. Già nel 2009, Lilly aveva annunciato tagli per la riduzione di 5.500 posizioni. Circa 2mila di queste posizioni saranno eliminate negli Usa, soprattutto nella produzione e nella ricerca.

Il CEO David Ricks ha dichiarato: "le azioni che annunciamo oggi si tradurranno in un'organizzazione globale più snella e agile e accelereranno i progressi verso i nostri obiettivi a lungo termine di crescita delle entrate, espansione dei margini operativi e sostegno al flusso di farmaci che cambiano la vita dalla nostra pipeline". Ricks ha aggiunto:" vorremmo liberare risorse dai costi fissi a quelli variabili per assicurarci di poter investire nei progetti di R&S".

L' azienda ha dichiarato di avere il potenziale per lanciare due nuovi farmaci entro la fine del 2018. La FDA sta attualmente rivedendo l'abemaciclib per curare il cancro al seno avanzato.

Sotto la crescente pressione dei payors americani per la riduzione dei costi dei farmaci anti diabete, Eli Lilly era rimasta l’ultima azienda farmaceutica a decidere di riorganizzare le proprie attività. Di recente, Sanofi e Novo hanno dovuto annunciare nell' ultimo anno licenziamenti considerevoli a causa dell' erosione delle vendite nell' area di trattamento. lo scorso autunno, Novo ha ridotto la forza lavoro di mille unità, mentre Sanofi ha annunciato i propri tagli nel mese di dicembre, nell' ambito di un più ampio sforzo di ristrutturazione.

Negli Stati Uniti la maggior parte dei tagli saranno controbilanciati da un programma di pensionamento anticipato in cui i partecipanti riceveranno "benefici pensionistici migliorati.

Complessivamente, l'annuncio è il primo grande sforzo di ristrutturazione da parte del nuovo CEO David Ricks Lilly che quest' anno ha preso il timone dell’azienda.

Altri tagli deriveranno da riduzioni e chiusure di siti produttivi.  L'azienda prevede di trasferire la produzione di prodotti per la salute animale da un sito di Larchwood, in Iowa, a un sito esistente a Fort Dodge, sempre in Iowa.

Lilly si aspetta che le chiusure degli impianti, i costi correlati alla riduzione del personale e il programma di pensionamento anticipato avranno un costo di $1,2 miliardi al lordo delle imposte, 80 centesimi per azione al netto delle imposte, con un impatto sui profitti per l'anno in corso. La metà dei risparmi servirà a migliorare la struttura dei costi dell'azienda, e l'azienda prevede di reinvestire l'altra metà in lanci di prodotti e R&S.

I tagli appena annunciati seguono quelli comunicati all’inizio dell’anno, quando l’azienda aveva reso noto di dover lasciare a casa 485 dipendenti a seguito del fallimento della fase 3 per il farmaco anti  Alzheimer solanezumab. L'azienda aveva già assunto personale in previsione di un'approvazione e di un lancio.

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