Epatite C, Sovaldi scontato del 99% per Medici Senza Frontiere

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Gilead Sciences ha raggiunto un accordo che consente a Medici Senza Frontiere di procurarsi il farmaco anti epatite C Sovaldi (sofosbuvir) per poi distribuirlo in aluni Paesi a basso reddito a un costo di $900 per una terapia di 12 settimane, quasi 100 volte meno degli $84mila necessari per la cura negli Stati Uniti. Lo rivela la testata economica Bloomberg.

Isabelle Meyer - Andrieux, un consigliere di Medici Senza Frontiere, ha detto che il prezzo scontato potrà essere applicato ai paesi più poveri, tra cui il Kenya, Mozambico, Myanmar e India, anche se ha aggiunto che " una grande preoccupazione per noi è il prezzo per i paesi a medio reddito" come Cina e Ucraina.

Finora il solo paese in cui Gilead ha stilato un accordo formale sul costo per l'accesso al farmaco è l’Egitto. Però grazie all’accordo di oggi con Medici Senza Frontiere, anche i pazienti di altri Paesi potranno avere accesso al farmaco al prezzo superscontato.

Il prezzo ridotto sarà particolarmente vantaggioso per l'Egitto, che ha uno dei tassi di infezione da epatite C più alti al mondo. Negli ultimi 6 anni sono stati trattati oltre 350mila pazienti. Wahin Doss, membro del National Hepatology and Tropical Medicine Institute in Egitto, ha guidato il programma di trattamento, che ha avuto un tasso di successo del 50%.

Il funzionario ha anche contribuito a negoziare l'accordo con Gilead. Inizialmente, l'azienda americana aveva cercato di ottenere un prezzo più elevato, poi fu deciso di attestarsi all’1% del prezzo Usa sulla base delle enormi dimensioni del mercato egiziano: " Abbiamo detto loro che avremmo potuto compensare il prezzo con alti volumi di vendita, ha detto Doss . " Tutte le aziende farmaceutiche vogliono entrare in Egitto a causa del mercato enorme, ma noi li lasciamo entrare solo se offrono buoni prezzi. In Egitto speriamo di poter trattare con i nuovi farmaci un milione di pazienti. "

La riduzione dei prezzi è avvenuta successivamente ai contatti fra la Gilead e l'Organizzazione Mondiale della Sanità che ha lavorato per contribuire a diffondere l'uso della terapia su scala planetaria.

Gilead sta anche negoziando con alcune aziende indiane produttrici di farmaci generici la possibilità di dare il farmaco in licenza affinchè venga prodotto localmente e venduto a un prezzo di circa 2mila per 24 settimane di trattamento. L’Oms stima che in India, dove vivono oltre 1,2 miliardi di persone ce ne siano 12 milioni infettati dal virus dell’epatite C.
Ma in India i brevetti occidentali hanno vita difficile e secondo alcune fonti giornalistiche, la società farmaceutica Natco Pharma avrebbe chiesto formalmente all’Ufficio indiano dei brevetto di invalidare quello su Sovaldi. Ciò, aprirebbe la via alla produzione di generici a basso costo.

Meyer- Andrieux ritiene che i paesi più ricchi, che hanno un tasso più basso di infezioni da epatite C, consentiranno a Gilead di guadagnare in maniera sufficiente da sovvenzionare il prezzo ridotto nei paesi in via di sviluppo. Dei circa 185 milioni di persone che nel mondo vivono con epatite C, circa il novanta per cento risiede nelle nazioni più povere del mondo.



L'Organizzazione Mondiale della Sanità auspica che il prezzo del farmaco possa essere ulteriormente ridotto anche  per i paesi a reddito medio attraverso un prezzo differenziato su più livelli. Finora la graduazione dei prezzi ha fissato il costo britannico a $ 57.000 per un trattamento completo, in Germania a $ 66.000 e in Canada a $ 55.000.

Per quanto riguarda il prezzo di 1.000 dollari al giorno che tanto ha fatto discutere, poche settimane fa una portavoce dell’azienda aveva dichiarato che “la società è impegnata a garantire l’accesso al farmaco in ogni Paese e che ritiene che il prezzo in Usa sia corretto, tenendo conto dell’efficacia risolutiva del farmaco e che si tratta di un costo una tantum" visto che dopo la terapia quasi sempre i pazienti guariscono.

Il costo una tantum in effetti è un elemento importantissimo. Basta fare un paragone con la terapia dell’Hiv che attualmente è cronica, cioè per tutta la vita. Un paziente con Hiv, solo per i farmaci, senza contare le ospedalizzazioni che si possono rendere necessarie, nel nostro Paese ha un costo di oltre 10mila euro l’anno. Se pensiamo a una terapia di 30-40-50 anni per le persone infettate in età giovane i conti sono presto fatti. Qui si tratta di spendere subito l’intera somma e di risolvere il problema per sempre. Una prospettiva spettacolare se pensiamo che solo 25 anni fa il virus era ancora sconosciuto e la si chiamava epatite non A e non B. Nel caso dell'epatite C, il problema economico nasce dall'enorme numero di persone infette, che sono circa 5 volte di più dei sieropositivi per l'Hiv, 180 milioni contro 35 milioni.

La questione del costo di queste terapie è molto complessa e ci sono tanti punti di vista da tenere in considerazione, anche se quello dei pazienti è di gran lunga il più importante. E’ probabile che già nel giro di 6-12 mesi, con l’arrivo di altri farmaci di nuova generazione, il panorama cambi e si introducano elementi di competizione che non potranno che avere un riflesso anche sui costi della terapia. Ci sono 180milioni di persone che aspettano questi farmaci.
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