In controtendenza, considerando le difficoltà del mercato farmaceutico, la multinazionale farmaceutica svizzera IBSA aumenta gli investimenti  in Italia. “Crediamo nella capacità degli italiani di superare la crisi economica e crediamo nelle potenzialità del mercato italiano” afferma il Dr. Arturo Licenziati, Presidente IBSA, inaugurando i nuovi uffici di Roma in Via Del Tritone, alla presenza dell’Ambasciatore Svizzero e dei rappresentanti delle più importanti Istituzioni nazionali.


Fondata nel 1945 a  Lugano, in Svizzera, da un gruppo di biologi Ticinesi, IBSA inizia nel 1985, sotto la guida di Arturo Licenziati, un intenso programma di sviluppo sostenuto da innovative e sofisticate tecnologie  che consentono di realizzare originali formulazioni di specialità  farmaceutiche, migliorandone le caratteristiche terapeutiche. 


Oltre 60 brevetti internazionali  e una diffusa presenza nel mondo testimoniano questo grande impegno. Oggi IBSA è una solida realtà internazionale  con oltre 1800 dipendenti presente in più di 70 Paesi, con centri di ricerca  e stabilimenti di produzione in Svizzera, Italia e Cina. L’apertura del mercato USA con alcuni importanti  prodotti può realizzare una ulteriore  accelerazione dello sviluppo della società.


Il gruppo opera in Italia con un terzo di tutti i dipendenti nei modernissimi stabilimento ed uffici di Lodi, sede centrale di IBSA Italia e della controllata Bouty; una realtà economica e scientifica di primo piano nella realtà del settore farmaceutico italiano. “La crisi può essere superata e possiamo continuare il nostro processo di  sviluppo migliorando le nostre capacità di gestione, le nostre tecnologie  e soprattutto la qualità dei nostri  prodotti”, conclude il Dr. Licenziati.


A riprova dello stretto legame di fiducia tra IBSA  e il nostro Paese,  è stata la recente scelta dell’Italia quale prima nazione al mondo in cui lanciare l’innovativa formulazione dell’ormone tiroideo levotiroxina, soluzione  liquida in flaconcini monodose, la risposta più recente di  IBSA  ai bisogni del paziente.