L'alert dell'Organizzazione Mondiale della Sanità potrebbe far scattare da parte di numerosi paesi il rifornimento delle scorte di farmaci antivirali, in particolare Tamiflu e Relenza. Ciò potrebbe costituire un'opportunità per Roche e GlaxoSmithKline. Ma vi un'altra opzione, decisamente meno favorevole per le due multinazionali. Essendo in atto  un'emergenza sanitaria, l'OMS potrebbe autorizzare numerosi paesi a rifornirsi da produttori di generici, pur essendo questi farmaci ancora coperti da brevetto.

E' la legislazione nota come "compulsory licensing" cioè la possibilità per i paesi più poveri, in presenza di un'emergenza sanitaria, di rifornirsi di medicinali  senza ottemperare alle leggi che proteggono la proprietà intellettuale. In questi casi si ritiene che la protezione della salute pubblica sia il bene da tutelare per primo. L'India ha già chiesto a Cipla e Ranbaxy di fare un'offerta per oseltamivir, il principio attivo di Tamiflu. La stessa richiesta è stata fatta a Roche e a Hetero Drugs, una società indiana che produce farmaci su licenza Roche. La stessa Cipla sta ricevendo richieste da diversi altri paesi, come Messico, Israele, Nuova Zelanda e da alcuni paesi dell'America Latina.

In passato la normativa sulla compulsory license è stata invocata alcune volte, soprattutto per i farmaci anti HIV. Nel 2007 il Brasile aveva rilasciato questa autorizzazione per la produzione di Efavirenz e la Tailandia l'aveva minacciata per alcuni farmaci anti HIV e antitumorali.