Maggiore attrattività del Sistema Italia ed avvio di un dialogo stabile e costruttivo tra le istituzioni, il mondo politico e i rappresentanti dell’industria farmaceutica. Sono queste le priorità discusse nel corso della conferenza “Il ruolo ed il futuro dell’industria farmaceutica americana in Italia”, ospitata a Roma dall’Ambasciatore degli Stati Uniti, David Thorne, e alla presenza del Ministro della Salute Renato Balduzzi, del Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, del Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco Luca Pani e di molti esponenti del mondo politico ed imprenditoriale.

Tempi troppo lunghi di registrazione e di rimborso e troppe incognite sugli scenari: le 20 aziende farmaceutiche italiane con capitale Usa presenti in Italia guardano con preoccupazione il futuro. Rappresentano il 30% circa dell'intero settore farmaceutico ma oggi lo Iapg (Italian American Pharmaceutical Group), nel corso di un convegno nella sede dell'ambasciata statunitense a Roma, ha puntato il dito sui fattori che potrebbero rappresentare un rischio per la loro presenza sul territorio nazionale.

Il settore farmaceutico è un comparto strategico per l’economia dei paesi occidentali; in Italia, infatti, rappresenta il secondo settore per gli investitori USA sia per fatturato (20%) che per occupazione (14%).

Un settore in cui l’innovazione e la tutela brevettuale sono i fondamenti per competere. Con un fatturato superiore a 5 miliardi di Euro, oltre 13.000 dipendenti (circa 5.000 in attività di R&S e produzione), 460 milioni di investimenti in R&S ed un export pari a 1,3 miliardi di Euro, le aziende farmaceutiche italiane a capitale americano sono determinate a proporsi come partner del Sistema Sanitario Nazionale e soggetto attivo per la ripresa economica.

“Esistono, però,  molte criticità che intaccano l’attrattività del Sistema Paese - ha affermato dal canto suo Pierluigi Antonelli, Chairman dello IAPG e vice presidente di Farmindustria). -: ritardi nell’accesso, prezzi più bassi del 19% rispetto all’UE e tempi di incasso che superano gli 8 mesi. Queste condizioni comportano che su 8 euro risparmiati sui vecchi farmaci, solo 1 euro viene reinvestito per quelli nuovi. Con la nuova legislatura occorre avviare urgentemente un piano di rilancio del settore farmaceutico, che riduca la frammentazione regionale, congeli gli interventi spot - che negli ultimi 5 hanno pesato per 11 miliardi di euro sul comparto- e migliori concretamente l’accesso all’innovazione” .

Slide relazione del Dr. Antonelli

Il settore, a detta del manager italiano, chiede anche una politica di promozione e tutela dell'innovazione del brevetto, un adeguamento dei tempi di pagamento agli standard Ue e una riduzione della frammentazione dello scenario nazionale. In attesa dei nuovi referenti politici alcune proposte sono arrivate dai candidati dei vari schieramenti.

Il senatore Pd Ignazio Marino, nella sua proposta in 10 punti, ha inserito anche il ritorno degli accordi di programma con un fondo di 100 mln per le aziende che investono in ricerca. Alessio Bonciani dell'Udc ha indicato norme per accrescere la concorrenza (fra le quali una politica di libera definizione dei prezzi). Fabio Rizzi della Lega Nord ha condiviso l'analisi delle aziende in particolare sulle tempistiche burocratiche mentre Maurizio Gasparri del Pdl ha riconosciuto le difficoltà del settore, ma, ha aggiunto: ''anche aprendo al governo tecnico abbiamo salvaguardato l'industria italiana''.

“Auspico che in Italia si possa costituire un quadro di regole che faciliti il dialogo e la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato – ha sottolineato l`Ambasciatore David Thorne -. L`Italia è stata e puo` continuare ad essere uno dei migliori mercati al mondo.”